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La Finanza passa al setaccio i conti di Consorte

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La Guardia di Finanza sta analizzando i conti di Consorte cercando di rintracciare tutti i movimenti contabili effettuati sui circa 50 milioni di euro che il finanziere Emilio Gnutti ha versato a partire dal 2001-2002, dopo la cessione di Telecom Italia ai due manager ex Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Finora però non sono emerse irregolarità e tutti i soldi sono ancora depositati in Italia su non più di quattro conti correnti intestati a due società fiduciarie o investiti in immobili. Smentite sia da accusa che difesa l’esistenza di cifre superiori, nessun indizio porta a pensare che siano stati effettuati versamenti a estranei o a uomini politici. Lo stesso Gnutti, in teoria tra i pochi in grado di smentire Consorte, non avrebbe mai parlato di soldi ai politici. La Procura continua in ogni caso a considerare illeciti quei profitti accusando i due manager di appropriazione indebita ai danni delle società di Gnutti mentre per la difesa i soldi sarebbero stati pagati a seguito di regolari consulenze e sarebbero cresciuti a cifre record dopo che Sacchetti e Consorte ebbero a sostituirsi a Gnutti nella vicenda Telecom Italia dall’11 settembre 2001 nel momento in cui Gnutti fu colpito da un infarto.