Fiducia dei consumatori Us torna indietro di 10 mesi, preoccupa ancora debolezza mkt lavoro

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Repentino aumento dell’avversione al rischio sui mercati nella giornata di ieri complici i deboli dati arrivati da Germania e soprattutto Stati Uniti. Il brusco calo della fiducia dei consumatori statunitensi ha riacceso le valute rifugio con in particolare lo yen in forte recupero sulle altre principali valute. Di contro l’euro si è riportato a ridosso di quota 1,35 rispetto al dollaro. In mattinata il cross si è spinto anche sotto tale livello (minimo intraday a 1,3497) per poi attestarsi a 1,3525 dollari. Il cross dollaro/yen viaggia sui minimi di giornata a quota 90,03 yen. Dopo il calo di ieri dell’indice Ifo tedesco, sceso per la prima volta negli ultimi 11 mesi, oggi dalla Germania è arrivata la conferma dello stallo dell’economia tedesca negli ultimi 3 mesi del 2009. La lettura definitiva ha confermato la variazione nulla su base trimestrale. A livello tendenziale il pil risulta in calo del 2,4%, con un saldo negativo del 5% nel 2009. Per quanto concerne i mercati azionari, dopo un avvio positivo le Borse europee hanno virato in negativo. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib alle 10.44 cede lo 0,52% dopo il calo del 2,21% della vigilia.


A impattare maggiormente sull’umore dei mercati è comunque stato il tonfo della fiducia dei consumatori statunitensi, scivolata a 46 punti a febbraio, ritornando indietro sui livelli di 10 mesi fa. In deciso calo sia la componente “aspettative”, il cui sottoindice è sceso da 77,3 a 63,8 punti, sia il sottoindice sulla situazione corrente, sceso da 25,2 a 19,4 punti. Da Société Générale pongono l’accento sul negativo impatto degli ultimi dati sul mercato del lavoro, con l’aumento delle richieste per sussidi nelle ultime settimane che ha influito sulla fiducia dei consumatori.
Calo della fiducia dei consumatori che solitamente viene letto dal mercato come un’anticipazione circa un futuro calo delle spese per consumi. Non la pensano così gli analisti di Barclays Capital: “Nonostante il forte dallo della fiducia sia sorprendente, non lo vediamo come un significativo segnale di un nuovo trend di deboli spese per consumi”. A supporto di tale tesi è da rimarcare come sempre a febbraio un altro indicatore guida come l’indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan si sia mantenuto sostanzialmente stabile (73,7 punti dai 74,4 precedenti).

Intanto oggi alle 16:00 i riflettori saranno puntati sull’audizione al Senato Usa del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, che aggiornerà circa lo stato di salute dell’economia americana e sulla politica monetaria della Fed. Difficile che Bernanke dia nuove informazioni sulla tempistica di uscita dalla politica di tassi molto accomodante della Fed. E’ previsto anche un intervento del segretario al Tesoro, Timothy Geithner, sul budget di spesa per il 2011. Alla stessa ora è in agenda un importante dato sul mercato immobiliare statunitense. Il dato di gennaio sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti è atteso in aumento a 351 mila unità rispetto alle 341 mila della precedente rilevazione. Il dato è un buon indicatore della spesa per consumi.

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