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Fiat vicina al break even nel primo trimestre, confermati gli obiettivi 2010

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I ricavi del gruppo Fiat nel primo trimestre 2010 sono saliti del 14,7% a 12,9 miliardi, grazie alla crescita di tutti i business del gruppo torinese. L’utile della gestione ordinaria è stato di 352 milioni, contro un rosso di 48 milioni nel 2009, mentre la perdita netta è calata a 21 milioni da un risultato negativo di 411 milioni. L’indebitamento industriale netto è salito a 4,7 miliardi dai 4,4 miliardi di fine 2009. La liquidità ha toccato quota 11,2 miliardi (12,4 miliardi a fine 2009), rimasta forte nonostante il rimborso nel corso del trimestre di un prestito obbligazionario di un miliardo di euro. A Piazza Affari il titolo del Lingotto, dopo la pubblicazione dei conti, ha accelerato al ribasso e al momento cede il 2,59% a 10,15 euro. Le quotazioni, stando a quanto si dice nelle sale operative, pagano la corsa eccessiva di ieri (+9,28% a 10,42 euro) e di conseguenza sono scattate le prese di beneficio.


Il gruppo torinese ha confermato gli obiettivi 2010 di un utile della gestione ordinaria tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro e di un indebitamento netto industriale di oltre 5 miliardi. Confermata anche la previsione di un giro d’affari superiore a 50 miliardi e di un risultato netto vicino al break even. La Fiat “disporrà comunque di risorse più che adeguate per una transizione a quello che ci si aspetta essere un contesto di mercato normalizzato nel 2011”. Il Lingotto continuerà inoltre a “implementare la strategia di alleanze mirate, al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi”.

Prendendo in considerazione le singole divisioni, Fiat Group Automobiles ha registrato un fatturato di 6,8 miliardi (+22,1%) con un totale di 532.400 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati, sulla scia di una domanda influenzata positivamente dagli ultimi effetti degli eco-incentivi. La quota di mercato in Italia è stata di 31,4% (-0,8%) e in Europa dell’8,6% (-0,3%), mentre in Brasile la casa torinese ha aumentato le consegne del 7,9% e si è confermata leader di mercato. La divisione auto ha registrato un utile della gestione ordinaria di 153 milioni di euro (perdita di 30 milioni nel primo trimestre 2009) per effetto di volumi significativamente più elevati e di un migliore mix delle vendite, grazie al maggior contributo dei veicoli commerciali leggeri.


I ricavi del settore macchine per l’agricoltura e le costruzioni (CNH) sono stati pari a 2,6 miliardi di euro, in linea con il primo trimestre 2009. CNH ha incrementato la propria quota nel segmento delle macchine pesanti in Europa Occidentale e in America Latina. L’utile della gestione ordinaria ha raggiunto i 127 milioni (49 milioni nel primo trimestre 2009). Il contenimento dei costi e un miglior assorbimento dei costi fissi per le macchine per le costruzioni hanno compensato l’andamento negativo dei volumi e del mix derivante dalle minori vendite di macchine per l’agricoltura in Nord America e in Europa.


Infine Iveco (veicoli commerciali) ha registrato un aumento del giro d’affari dell’11,2% a 1,7 miliardi di riflesso ai primi segnali di ripresa della domanda, seppur nei confronti dei livelli estremamente bassi del 2009. Le consegne sono salite del 25,3% a 26.919 veicoli, con un incremento significativo dei veicoli leggeri (+41%) e uno più contenuto di quelli pesanti (+9,5%). Le consegne restano comunque inferiori di circa il 50% rispetto ai livelli 2007/2008. Iveco ha realizzato un utile della gestione ordinaria di 3 milioni di euro (perdita di 12 milioni nel primo trimestre 2009). L’attenzione del mercato è quasi interamente focalizzata sul piano industriale 2010-2014 che verrà svelato dai vertici del Lingotto nel primo pomeriggio. Questa mattina, la casa torinese ha ufficializzato la nomina a presidente di John Elkann che sostituisce Luca Cordero di Montezemolo alla guida di Fiat.