Fiat: via libera da Cda a progetto fusione, nasce Fiat Chrysler Automobiles

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 16/06/2014 - 09:21

Cauta la reazione di Fiat a Piazza Affari all'approvazione giunta ieri da parte del Cda del progetto di fusione transfrontaliera che disciplina la fusione per incorporazione di Fiat nella società sua controllata interamente posseduta Fiat Investments. Tale società, costituita in Olanda, al completamento della fusione prenderà il nome di Fiat Chrysler Automobiles. Per effetto della fusione FCA diventerà la società holding del gruppo. E' quanto si legge in una nota del Lingotto in cui spiega che l'approvazione "è un ulteriore passo nel piano di riorganizzazione annunciato il 29 gennaio 2014 a seguito dell'acquisto da parte di Fiat della restante partecipazione in Chrysler Group". Gli azionisti di Fiat riceveranno un'azione ordinaria FCA per ciascuna azione ordinaria Fiat da essi detenuta. Le azioni ordinarie FCA saranno quotate sul New York Stock Exchange e si prevede che siano quotate sul Mercato Telematico Azionario a Milano. Il progetto di fusione sarà sottoposto all'approvazione degli azionisti di Fiat in un'assemblea straordinaria che si prevede sarà tenuta nel terzo trimestre del 2014, a seguito del completamento dei richiesti passi societari e regolamentari, ivi inclusa la registrazione presso la U.S. Securities and Exchange Commission. Fiat prevede che l'operazione possa essere completata entro fine anno. Il titolo sul Ftse Mib segna al momento un ribasso dello 0,25% a 7,685 euro.

FCA, prosegue la nota, adotterà anche un meccanismo di voto speciale, concepito per favorire lo sviluppo e il continuo coinvolgimento di una base azionaria di lungo periodo, consentendo agli azionisti che partecipano alla fusione e ai nuovi azionisti che deterranno azioni FCA continuativamente per un periodo di tre anni di poter effettivamente esercitare due voti per ciascuna azione ordinaria di FCA che detengano. Il meccanismo di voto speciale è concepito per favorire una base di azionariato stabile e premiare l'investimento nel lungo periodo. Gli azionisti di Fiat ante fusione deterranno una percentuale di azioni ordinarie FCA essenzialmente uguale a quella delle azioni ordinarie Fiat detenute prima della fusione (fatto salvo l'esercizio di diritti di recesso). L'operazione sarà soggetta a un numero limitato di condizioni, ivi inclusa l'ammissione delle azioni FCA a quotazione al NYSE ed una soglia massima di 500 milioni di euro per l'esborso eventualmente richiesto in relazione all'esercizio del diritto di recesso da parte di azionisti di Fiat e dei diritti di opposizione da parte dei creditori.

Il Cda di Fiat ha inoltre approvato due operazioni di riorganizzazione interna. Con la prima di tali operazioni Fiat acquisterà dalla sua controllata totalmente posseduta Fiat Group Automobiles (FGA) l'intera partecipazione in Fiat North America (FNA), la controllata del gruppo che possiede Chrysler Group. Questa operazione conduce FNA sotto il controllo diretto di Fiat. La seconda operazione comporta la vendita a FGA della partecipazione di Fiat in Fiat Partecipazioni e riconduce sotto il diretto controllo di FGA talune partecipazioni e cespiti relativi alle sue attività.

Deliberate emissioni di obbligazioni fino a 4 miliardi di euro
Il Cda Fiat ieri ha inoltre deliberato l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo fino a 4 miliardi di euro - o importo equivalente in altra divisa - da collocarsi presso investitori istituzionali. I prestiti obbligazionari, spiega la nota, potranno essere emessi in una o più tranche anche attraverso società controllate e con garanzia di Fiat entro il 31 dicembre 2015, subordinatamente alle condizioni del mercato. Le emissioni sono concepite nell'ottica della gestione del debito consolidato del Gruppo, particolarmente in considerazione di alcune delle emissioni più risalenti che verranno a scadenza tra la data odierna e la fine del 2015.

Dimissioni di Gian Maria Gros Pietro. Glenn Earle nominato amministratore
Fiat ha fatto sapere anche che Gian Maria Gros Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, ha presentato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione dei Fiat a partire dal 23 giugno. Le dimissioni sono dovute alla prossima entrata in vigore della "Capital Requirements Directive IV" che limita il numero delle posizioni in organi amministrativi di altre società che possono essere ricoperte da membri di organi di gestione di gruppi bancari. Il Consiglio di Fiat (con efficacia a partire dal 23 giugno) ha anche cooptato Glenn Earle e lo ha nominato amministratore della società. Glenn Earle, che è in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Testo unico in materia finanziaria, sarà anche presidente del Comitato Controllo e Rischi e membro del Comitato Remunerazioni.

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