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Fiat: vendite di Chrysler negli Usa in crescita dell’11% a/a, miglior luglio dal 2006

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Tocca quota quaranta la striscia di mesi consecutivi di crescita delle vendite di Chrysler nel mercato statunitense. Il gruppo di Detroit che fa capo a Fiat ha venduto a luglio negli Stati Uniti 140.102 unità, in aumento dell’11 per cento rispetto alle 126.089 unità dello stesso periodo nel 2012. Per Chrysler è il miglior luglio dal 2006 e il quarantesimo mese consecutivo di crescita.
Sei modelli del Gruppo – Dodge Avenger, Dodge Challenger, Dodge Dart, Jeep Wrangler, Jeep Compass e Jeep Grand Cherokee – hanno stabilito record nel mese di luglio. “Le vendite continuano a mantenersi su livelli elevati, soprattutto per i pickup e i SUV – ha sottolineato Reid Bigland, responsabile commerciale di Chrysler per gli Stati Uniti –  e Chrysler Group ha registrato il quarantesimo mese consecutivo di crescita. Inoltre, la nuova Fiat 500L è stata ben accolta dal mercato, con 962 unità vendute nel primo mese di piena commercializzazione”.

La 500L sfiora le mille unità vendute
Gli incrementi delle vendite di autovetture hanno caratterizzato i marchi Jeep, Dodge, Ram Truck e Fiat. In calo invece le vendite del marchio Chrysler (-4% rispetto al luglio 2012). In particolare le vendite del marchio Dodge sono cresciute del 18 per cento, segnando il miglior luglio dal 2005 e il ventiseiesimo mese consecutivo di incrementi. Le vendite del marchio Jeep sono invece cresciute del 2 per cento, segnando il miglior luglio dal 2005.
Per quanto riguarda invece il marchio Fiat le vendite sono cresciute del 2%  segnando il miglior luglio dal lancio della Fiat 500 nel 2011 e il diciassettesimo mese consecutivo di crescita. Le vendite della Fiat 500L sono aumentate del 78% rispetto al precedente mese di giugno quando ne è iniziata la commercializzazione.

Martedì Chrysler aveva diffuso i conti trimestrali con un utile netto pari a 507 milioni di euro, in rialzo del 16% rispetto ai 436 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. A deludere è stato però il più debole outlook per l’intero 2013 con l’utile netto visto tra 1,7 e 2,2 miliardi di dollari, mentre in precedenza aveva indicato 2,2 miliardi di dollari. Abbassate anche le previsioni sull’utile operativo, visto in un range tra 3,3 e 3,8 miliardi di dollari rispetto ai 3,8 miliardi indicati in precedenza.