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Fiat stringe i tempi su mobilità e nuova 500

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Fiat ha chiuso ieri con il Governo un accordo sulla mobilità dei lavoratori, annunciando inoltre l’anticipo della presentazione della nuova 500 al prossimo luglio. “Quella di oggi è stata una buona giornata – ha detto l’a.d. Sergio Marchionne – si è chiusa una partita iniziata anni fa, una fase importante, l’ultima del risanamento incominciato due anni fa”. Palazzo Chigi ha accolto le richieste del gruppo del Lingotto e dei sindacati, concedendo l’uscita in mobilità lunga verso la pensione di 2000 dipendenti. L’azienda e i sindacati individueranno i lavoratori che riceveranno l’indennità di mobilità, consistente inizialmente nel 100% della retribuzione, ma destinato a scendere all’80%, per un massimo di sette anni. Per la gran parte saranno impiegati, e per accedere alla mobilità lunga bisognerà avere almeno 50 anni d’età e 28 anni di contributi. Governo, azienda e sindacati hanno avviato anche un tavolo con le istituzioni locali per garantire il rilancio dell’impianto di Termini Imerese.


L’incontro con il Governo ha fornito l’occasione a Marchionne per fornire alcune previsioni sul futuro particolarmente ottimistiche. Nel 2010 secondo il manager il fatturato di Fiat raggiungerà il 2% del Pil nazionale, raggiungendo i 70 miliardi di euro, con investimenti per oltre 20 miliardi, di cui il 65% in Italia. Nell’auto le vendite sono previste passare dagli attuali 2 milioni a 2,8 milioni di unità, mentre la quota di mercato dovrebbe salire in Europa da poco meno dell’8 al 10%. Tassello di questo processo sarà il lancio della nuova 500, che secondo quanto dichiarato dallo stesso Marchionne ieri verrà anticipato al prossimo 4 luglio, anziché a settembre come previsto in precedenza. Le 500 prodotte nel 2007 dovrebbero così raggiungere le 58mila unità, per salire a 120mila nel 2008.

Fiat non pensa invece a un futuro con Chrysler, recentemente messa implicitamente sul mercato da Daimler. Alla domanda se il Lingotto sia interessato a mettere le mani sulla casa automobilistica statunitense Marchionne ha infatti risposto in modo inequivocabile: “Zero”.


Ieri sono stati approvati anche i conti 2006 della controllata Ferrari. Le tre attività del cavallino rampante – vetture granturismo, competizioni e gestione del marchio – hanno registrato un incremento complessivo del fatturato da 1,289 a 1,447 miliardi (+12,2%). Il risultato della gestione ordinaria è stato positivo per 183 milioni, in crescita del 16,4% rispetto all’esercizio precedente.  Intanto il titolo Fiat anche ieri ha proseguito nella sua marcia trionfale, superando in chiusura i 18,5 euro, con un nuovo rialzo di oltre 2 punti percentuali.