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Fiat: la spinta del Brasile e Cnh hanno fatto tornare i conti, la prossima tappa è lo spin off

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L’exploit della vigilia lascia spazio alle considerazioni al Lingotto. All’indomani del test dei conti, che ha mandato in orbita Fiat in Borsa, oggi l’azione della casa automobilistica di Torino dopo una mattinata in territorio positivo scivola sotto la linea della parità (-0,33% a 12,2 euro), mantenendo però la soglia dei 12 euro.

Mentre si avvicina la scadenza dello spin off, a Torino hanno pensato a fare i fatti, realizzando una trimestrale che ha permesso l’aggiornamento della guidance. Sergio Marchionne, l’ad di Fiat, è stato di parola. “Abbiamo avuto un trimestre eccezionale”, ha battezzato così la conference call con gli analisti, seguita al cda ieri pomeriggio.

I numeri realizzati da Fiat hanno fatto allontanare i tanti dubbi che avevano accompagnato l’attesa suggellata da notizie meno felici come lo stop del mercato dell’auto in Europa e l’effetto boomerang degli incentivi. Nel terzo trimestre il Lingotto ha registrato un utile netto di 190 milioni nel terzo trimestre, ben oltre le attese degli analisti che si fermavano a 65 milioni.


Da qui la decisione della società di alzare le stime per fine anno prevedendo un utile della gestione ordinaria di almeno 2 miliardi di euro, un utile netto di 0,4 miliardi dall’indicazione precedente di un pareggio, ricavi per 55 miliardi da 50 miliardi e un indebitamento inferiore ai 4 miliardi (prima attorno ai 5 miliardi). Numeri accolti bene dal mercato. Per Erich Hauser di Credit Suisse dopo i conti di Peugeot lo scorso 20 ottobre, anche da Fiat sono arrivate conferme.


“Il Lingotto ha decisamente battuto le attese”, segnala l’esperto, che ha alzato del 16% le stime sul trading profit 2010 per tenere conto della nuova guidance. L’analista della banca svizzera si dice inoltre convinto che “il newsflow sarà in grado di sostenere il titolo Fiat e che il sentiment rimarrà positivo in vista dello spin off. Al di là di questo – aggiunge – penso che la valutazione dell’azione non sia interessante alla luce dell’attuale contesto di rischio/ rendimento”. Una ragione, che lo ha spinto a mantenere la posizione neutral su Fiat con target price individuato però a 11 euro dal precedente 10,50 euro.


Netta la view anche di Alexis Albert di Nomura, che pur alzando il target a 12 euro da 11 euro ha mantenuto il rating reduce sul Lingotto. “Fiat ha annunciato numeri molto forti ieri, con ricavi cresciuti del 12% a 13,5 miliardi e trading profit a 586 milioni di euro, rispettivamente oltre il 23% e il 50% le stime di consensus. Principalmente questi dati sono stati resi possibile dalla divisione automotive che ha beneficiato del contributo Brasile e di Cnh”, specifica Albert, osservando che però manca un catalyst vero e proprio in grado sostenere in maniera significativa l’azione. Quel catalyst potrebbe arrivare dalla Cina, dove Marchionne ha fatto tappa qualche giorno fa, ma è ancora tutto troppo nebuloso per metterlo a fuoco.


Il broker si è limitato pertanto ad alzare le stime utili del 10% nel periodo 2010-12, ma il consiglio ai clienti resta quello di ridurre il titolo Fiat in portafoglio. Più di manica larga gli analisti italiani. Gli esperti di Equita consigliano di acquistare l’azione Fiat fino a 16,9 euro, quelli di Banca Akros fino a 16 euro, quelli di Intermonte fino a 14 euro, per Banca Imi fino a 15,30.

Massimo Vecchio di Mediobanca Securities, che ha ribadito l’outperform con target a 16 euro, nota che “stiamo pagando il titolo su multipli più bassi adesso di inizio anno. La guidance 2011 non è cambiata, ma pensiamo sia troppo conservativa – segnala – . Il prossimo passo del newsflows dovrebbe essere la revisione della guidance di Chrysler per il 2010 e forse anche per il 2011”. In attesa di sviluppi, il settimanale il Mondo scrive di un interesse da parte di fondi del private equity per Magneti Marelli. “Nessuna opzione può essere esclusa ma non riteniamo probabile che operazioni straordinarie vengano annunciate prima dello spin-off di gennaio”, osservano a Intermonte.