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Fiat sotto il fuoco degli analisti, non basta la prospettiva degli aiuti di Stato

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Si profila ancora una seduta di sofferenza per i titoli Fiat dopo gli oltre 14 punti di ribasso archiviati ieri dalle azioni ordinarie. Oggi sono le indicazioni degli analisti a guidare la discesa del titolo. Un’ondata di giudizi negativi si sta abbattendo sul titolo del Lingotto in scia alla presentazione dei risultati 2008 e delle stime 2009 avvenuta ieri.


Le danze sono state aperte ieri sera da Standard and Poor’s, che ha messo sotto osservazione i rating ‘BBB-/A-3’  sul lungo e breve termine per un potenziale downgrade. Oggi invece Jp Morgan ha tagliato il prezzo obiettivo da 5 a 3,5 euro, Ing lo ha ridotto da 6 a 4,40 euro, Deutsche Bank ha addirittura dimezzato il target da 12 a 6 euro. Un altro report odierno, emesso da Morgan Stanley, indica un prezzo obiettivo di 2,4 euro, valore che implicherebbe un potenziale di downside di quasi il 50% rispetto alla quotazione attuale. Nomura ha infine confermato il rating reduce e il target a 5,50 euro, tagliando però le stime di utile 2009. Non aiuta il titolo Fiat nemmeno la pesantissima chiusura di ieri sera a New York dei titoli della controllata attiva nel settore delle macchine agricole Cnh. L’azione ha chiuso le contrattazioni con un calo del 36,55% a 9,22 dollari. Il ribasso non ha comunque avuto seguito nelle contrattazioni in after-hours, chiuse con un calo frazionale dello 0,22%. Il titolo Fiat dopo la prima mezz’ora di scambi perdeva già oltre 7 punti percentuali prima di giungere a un minimo di giornata di 3,348 euro, nuovo minimo di sempre .

 

Intanto per settimana prossima è stata annunciata dal Governo l’apertura di un tavolo di discussione sul settore. Il vertice si svolgerà mercoledì prossimo e vedrà la presenza della casa del Lingotto ma anche delle case straniere, delle associazionki delle imprese di componentistica, dei concessionari e dei produttori di moto. Resta da vedere quale forma assumeranno gli interventi, che saranno comunque coordinati su scala europea. Tra le ipotesi quella della detraibilità fiscale delle rate del credito al consumo, forma che si concilierebbe con le dichiarazioni di ieri del premier Silvio Berlusconi: “Ci sono anche interventi non costosi per lo Stato ma facilitanti per la vendita delle auto”. Altre ipotesi vanno dalla più tradizionale rottamazione con incentivi per il rinnovo del parco macchine del Paese in chiave ecologica, ma si starebbe anche valutando la possibilità di incentivi per ricerca e innovazione.

 

(notizia aggiornata alle ore 10.30)