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Fiat e sindacati alla guida di Chrysler, la nuova ipotesi per l’ok all’intesa Torino-Detroit

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Sindacati e Fiat alla testa di Chrysler. E’ l’ultima ipotesi di Automotive News circa il destino dell’intesa tra il Lingotto e la casa di Detroit. Secondo il sito specializzato nell’informazione riguardante l’industria dell’auto, l’United workers Associaton (Uaw), il sindacato statunitense dei lavoratori dell’auto potrebbe divenire il maggiore azionista, congiuntamente a Fiat, nella nuova Chrysler. L’UAW secondo l’ipotesi ripresa oggi dalla stampa italiana convertirebbe in azioni metà dei 10,6 miliardi di crediti verso Chrysler derivanti da obblighi sanitari. I sindacati salirebbero quindi a una quota di capitale di poco superiore a quel 20% che dovrebbe rappresentare la quota d’ingresso, destinata a salire, di Fiat.  Sul sito americano si legge oggi che come conseguenza della ristrutturazione finanziaria le partecipazioni degli attuali maggiori azionisti, il gruppo di private equity Cerberus Capital Management e Daimler verrebbero azzerate. Il Corriere della Sera scrive anche che “non è escluso che nelle trattative possa rientrare anche qualche pezzo dell’altra grande malata dell’industria automobilistica americana, General Motors”, con particolare riferimento a Opel, marchio visto in uscita dall’orbita Gm e che potrebbe rappresentare per Fiat una via europea al consolidamento del settore profetizzato dall’a.d. Sergio Marchionne.


E proprio il manager di origine abruzzese è visto in pole position per la corsa alla poltrona di ceo della rinnovata Chrysler qualora i negoziati in corso dovessere effettivamente chiudersi prima della scadenza del 30 aprile imposta dalla task force dell’auto nominata dal presidente Obama. Ieri l’attuale a.d. di Chrysler, Bob Nardelli, ha anticipato che in caso di successo dell’intesa saranno il governo di Washington e la stessa Fiat a nominare il nuovo board di Chrysler.

Quella rilanciata da Automotive News, testata usualmente ben informata sulle dinamiche dell’industria dell’auto, è però solo l’ultima indiscrezione di una serie. Non più tardi di ieri il New York Times in una nota di commento aveva riportato l’ipotesi di una iniziale fusione Chrysler-Gm, cui Fiat avrebbe potuto allearsi in un secondo tempo rilevando anche alcuni impianti per la produzione di Alfa Romeo e Cinquecento. Con una provocatoria quanto affascinante ipotesi finale: Marchionne a capo del nuovo colosso.