Fiat si aggrappa a Chrysler, conferma i target ma ammette scarsa visibilità sul mercato europeo

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 26/04/2012 - 16:54
Quotazione: FCA CHRYSLER
Fiat si "salva" grazie a Chrysler. Il Lingotto ha archiviato il primo trimestre del 2012 con un utile netto pari a 379 milioni di euro, ma al netto della partecipata a stelle e strisce, il gruppo rileva una perdita di 273 milioni di euro contro un risultato positivo di 37 milioni del 2011. Il trading profit, ossia il risultato netto della gestione ordinaria è in crescita di 101 milioni a 866 milioni di euro rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso, ma anche in questo caso la società torinese ha sottolineato come il risultato conseguito abbia beneficiato dell'andamento "molto positivo" della controllata Usa, che ha compensato sia gli effetti dei minori volumi di Fiat in Europa, sia i costi sostenuti per il lancio della nuova Grand Siena e dei modelli Chrysler in Brasile. Il risultato di Fiat esclusa Chrysler è così in sostanziale pareggio, rispetto all'utile di 251 milioni di euro nel primo trimestre 2011.
 
Il "salvagente" Chrysler ha influito anche sui ricavi trimestrali ammontati a 20,2 miliardi di euro. Al netto della casa automobilistica di Detroit il fatturato è stato pari a 8,7 miliardi, in flessione del 5,7% rispetto ad un anno fa. L'Ebit si è attestato a 895 milioni di euro. Esclusa Chrysler è risultato pari a 12 milioni di euro.
 
Ancora incognite sull'Europa
L'Europa si conferma così un punto nebuloso per il futuro di Fiat. Il Lingotto ha sostanzialmente confermato i target per il 2012, ma ha chiarito che "gli eventi degli ultimi 12 mesi, e più in particolare dell'ultimo semestre del 2011, hanno generato dubbi circa le assunzioni in termini di volumi su cui si basano il mercato complessivo e i nostri piani di sviluppo in Europa fino al 2014". Manca quindi una chiara visibilità su quello che potrà essere il livello minimo che il mercato europeo potrà toccare. Il Lingotto manterrà l'impegno a proseguire lungo le direttrici strategiche delineate dai piani quinquennali presentati a novembre 2009 per Chrysler e ad aprile 2010 per Fiat e ha confermato le aspettative di risultato per il Nord America, America Latina e Asia-Pacifico, ma nel fornire gli obiettivi per il 2012, il gruppo ha dovuto considerare il perdurare delle attuali depresse condizioni di mercato, ipotizzando una graduale stabilizzazione e ripresa solo alla fine del 2012. Il gruppo prevede per quest'anno ricavi superiori ai 77 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria tra i 3,8 e i 4,5 miliardi, un utile netto tra gli 1,2 e gli 1,5 miliardi e un indebitamento netto industriale tra i 5,5 e i 6 miliardi di euro.
Per Chrysler i risultati migliori degli ultimi 13 anni
La giornata dell'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, era cominciata questa mattina con l'approvazione dei migliori conti di Chrysler degli ultimi 13 anni. La controllata Usa di Fiat ha archiviato il primo trimestre 2012 con un utile netto più che quadruplicato a 473 milioni di dollari, beneficiando soprattutto delle vendite realizzate in Usa cresciute del 40%. In aumento del 25% i ricavi, che si sono attestati a 16,4 miliardi di dollari dai 13,1 miliardi registrati nello stesso periodo dell'anno scorso mentre le vendite complessive hanno messo a segno una crescita del 33% a 523 mila unità. In rialzo anche la quota di mercato statunitense all'11,2% dal 9,2% dei primi tre mesi del 2011.
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