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Fiat sale al 61,8% di Chrysler con esercizio opzione call su prima tranche quota Veba

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Come più volte ribadito, Fiat non intende perdere tempo nel suo percorso di ascesa nel capitale di Chrysler. Il gruppo automobilistico torinese ha comunicato a VEBA, il fondo pensione del potente sindacato americano Uaw, la volontà di esercitare la sua opzione di acquistare una parte della partecipazione detenuta da VEBA in Chrysler. La prima tranche del capitale di Chrysler oggetto dell’opzione e si riferisce a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Fiat pagherà un prezzo di esercizio determinato secondo gli accordi tra le parti sulla base di un multiplo di mercato (non eccedente il multiplo di Fiat) applicato all’ebitda di Chrysler degli ultimi quattro trimestri, meno il debito industriale netto. Il perfezionamento dell’acquisto è atteso nelle prossime settimane e permetterà a Fiat di salire al 61,8% del capitale di Chrysler. In questo modo la quota del fondo scende dal 41,5% al 38,2 per cento.
 
Fino a luglio 2016 possibilità di salire di ulteriore 16,7%
Gli accordi con Veba prevedono una clausola che permette alla società torinese di acquistare il 3,3% della controllata Usa ogni sei mesi nel periodo che va tra luglio di quest´anno e luglio 2016. Secondo quanto riportato settimana scorsa dal Wall Street Journal la quota del 3,3% verrà valorizzata tra i 250 e i 300 milioni di dollari. L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha ribadito recentemente ribadito durante l’inaugurazione dell’impianto realizzato in joint venture con Guangzhou Automobile a Changsha, in Cina la volontà di esercitare le opzioni a disposizione per aumentare del 20% la quota detenuta in Chrysler.
Intanto ieri il settimanale finanziario Barron’s ha rimarcato come quest’anno dalla controllata americana perverranno più della metà delle vendite globali del gruppo stimate in circa 4 milioni di unità. Proprio la partecipazione in Chrysler insieme a quella in Ferrari da sole valgono circa 6 miliardi di euro e pertanto Barron’s rimarca come la capogruppo risulta sottovalutata di circa il 25%, sempre se le vendite in Europa non subiranno un peggioramento nella restante parte dell’anno.

Oggi a Piazza Affari il titolo sale di quasi l’1% nonostante i deboli riscontri arrivati ieri sera dalle immatricolazioni in Italia (-23,4% per Fiat a giugno rispetto al -24,42% generale del mercato).