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Fiat ritraccia con forza, massimi storici per Eni e Autostrade

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All’interno dell’S&P/Mib i riflettori sono stati nuovamente puntati su Tiscali. Il titolo dell’Isp sardo ha chiuso in deciso calo, anche a causa di un po’ di prese di beneficio che hanno fatto seguito al rally forsennato delle ultime sedute. L’azione non sembra avere preso bene la notizia della dipartita di Renato Soru, che ha ceduto il testimone di presidente a Vittorio Serafino. Nuovamente accesissimi i volumi passati di mano sul mercato. Debole anche il titolo e.Biscom. Il titolo peggiore dell’S&P/Mib è tuttavia stato Fiat, di nuovo precipitato a 6 euro tondi tondi. Sul titolo del Lingotto hanno continuato a pesare le parole del top manager di General Motors, John Devine, che ha fatto sapere che il colosso automobilistico di Detroit non prenderà parte all’aumento di capitale di Fiat Auto. Rosso intenso anche per Banca Intesa, la peggiore tra le banche. I titoli nel mirino degli acquirenti sono invece stati Banco Popolare Verona e Novara, Ras e Mediobanca. La coppia Autostrade-Eni ha scelto di festeggiare l’ultimo giorno di negoziazioni dell’ottava non soltanto in spolvero ma anche ai massimi storici. Bersagliati dagli ordini di acquisto anche i titoli dell’editoria L’Espresso, Rcs e Mondadori. La mid-cap Alitalia ha terminato in netto progresso, incurante del “no” alla firma dell’accordo relativo al piano industriale giunto dall’assemblea dei lavoratori del Sult. Infine, a Piazza Affari, va menzionato l’ennesimo exploit nel giro di pochi giorni del titolo Montefibre, che ha archiviato il venerdì in ascesa di quasi il 6%, nel giorno dopo la news che Bruno Pandini ha rassegnato le dimissioni da amministratore delegato di Montefibre per “motivi personali”.