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Fiat risorge tra upgrade e progetti indiani

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Fiat torna a catalizzare l’attenzione degli operatori di Borsa. Il titolo del Lingotto dopo due sedute a fari spenti a un’ora dalla chiusura dei listini guadagna l’1,2% scambiando a 16,27 euro dopo aver toccato un minimo intraday a 15,99 euro. Forti i volumi: sono infatti passate di mano 50 milioni di azioni pari alla media giornaliera delle ultime trenta sedute.


A dare la sveglia alla quattro ruote italiana sono state questa mattina le indicazioni degli analisti di Ubs. Il broker nella sua analisi che ha passato in rassegna tutto il settore auto ha promosso Fiat perché ritiene che il gruppo guidato da Sergio Marchionne sarà in grado di battere le stime indicate per 2008 grazie al contributo di Cnh e del mercato brasiliano. “Nonostante lo scenario ad alta tensione è concreta la possibilità che Fiat performi bene anche quest’anno”, conferma a Finanza.com anche un altro analista di una primaria banca d’affari.

“La volatilità dei listini e la crisi dei consumi potranno certamente essere elementi di disturbo, ma il contributo di Cnh, la società che produce macchinari agricoli e che pesa per oltre il 50% sul fatturato di Fiat grazie alle buone prospettive per quest’anno, le garantisce un ottimo paracadute”, continua l’esperto che consiglia ai suoi clienti l’acquisto di titoli Fiat fino a un prezzo obiettivo di 26 euro. Nonostante la discrasia che si sta formando tra analisi macroeconomiche che mettono all’allerta sul rischio recessione con conseguenti calo dei consumi e analisi micro la maggior parte degli analisti che seguono le vicende del Lingotto concordano infatti nel ritenere il 2008 un anno non facile per il gruppo italiano, ma non per questo non positivo. 


Da Mirafiori a Bombay passando per gli Stati Uniti e il Brasile Marchionne continuerà a tessere la sua ragnatela di alleanze. La strategia per raggiungere gli obiettivi 2008 della Fiat probabilmente ripartirà dall’India. Per tentare la conquista del paese asiatico il Lingotto starebbe infatti vagliando l’ipotesi di raddoppiare la capacità del suo impianto nel Paese asiatico, in joint venture con lo storico partner Tata Motors. A indicare questa possibilità è stato al salone dell’auto di Nuova Delhi Alfredo Altavilla, CEO di Fiat Powertrain Technologies e Senior Vice Presidente Business Development del Gruppo Fiat in India. Il nodo verrà sciolto entro la fine del 2008 per rispondere alle esigenze della domanda interna e di esportazione.


L’impianto di Ranjangaon che Fiat ha in joint venture con Tata Motors, formato nel 2006, ha attualmente una capacità di produzione annua di 100 mila vetture, tra Fiat e Tata, e di 200 mila motori e cambi e sarà pienamente operativo dal prossimo aprile. Nel frattempo la proroga delle rottamazioni in Italia e il capitolo accordi in vista con il nuovo partner cinese Chery saranno argomenti in grado di mantenere alta la visibilità attorno a Fiat.

 

Micaela Osella