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Fiat, RasBank resta “outperform” con target a 7,7 euro

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Ieri, su sollecitazione della Consob, Fiat ha emesso un comunicato per precisare di non disporre “di alcun elemento utile o di informazioni relative a nuovi fatti rilevanti” che possano avere influito sulla quotazione del titolo. Anche le principali banche che nel 2002 concessero il prestito convertendo al gruppo del Lingotto (Unicredit, Intesa, San Paolo Imi e Capitalia) hanno negato di essere al corrente di operazioni che possano avere inciso sui corsi del titolo. Da parte degli istituti finanziari sono in corso solo attività di verifica tecnico-legale. Idem per Ifil e la Giovani Agnelli & C Sapa (che controlla Ifi), che hanno dichiarato di non disporre di utili informazioni. Inoltre, la cassaforte della famiglia Agnelli ha confermato l’intenzione di rimanere azionista di riferimento di Fiat anche dopo la conversione, che la diluirà al 22% circa dall’attuale 30%. Ifil ha dichiarato che valuterà eventuali iniziative a tal fine al momento opportuno (presumibilmente dopo la conversione). “Le dichiarazioni di ieri”, commentano gli analisti di RasBank “sgombrano il campo da possibili dubbi circa il ruolo giocato dalle banche e da Ifil nel recente rally del titolo. Il 15 settembre si riunirà il cda Fiat per il varo dell’aumento di capitale da 3 miliardi di euro, mentre il 20 settembre le banche provvederanno alla sottoscrizione ad un prezzo di circa 10,2 euro (fornito dalla media di 14,44 euro ed il prezzo medio di mercato degli ultimi 6 mesi, 5,95 euro). “Le banche”, aggiungono gli esperti della sim milanese “dovranno offrire in opzione le azioni agli attuali azionisti, in coerenza con l’art. 2441 del Codice Civile; l’offerta, che avverrà al prezzo di 10,2 euro, andrà deserta, dato che il titolo quota a 7,4 euro, perciò le banche diverrano a tutti gli effetti azioniste del gruppo”. RasBank resta comunque “outperform” su Fiat, con target price individuato a 7,7 euro.