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Fiat e quei movimenti strani sui diritti d’opzione

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Dopo la chiusura dell’operazione convertendo per la Fiat si apre una fase di stabilità nell’azionariato, che si accompagna ai segnali di recupero provenienti dal mercato dell’auto. Venerdì prossimo, 16 dicembre, il consiglio di amministrazione potrà pensare al futuro, approvando il bilancio preventivo per il 2006. Ma se sul fronte del controllo tutto è ormai chiaro, non è detto che il quadro complessivo non debba cambiare. Con qualche piccolo aggiustamento nelle quote azionarie. A farlo presumere sono certi movimenti che hanno interessato proprio i diritti d’opzione, formalmente trattati in Borsa, necessari per sottoscrivere l’aumento. La famiglia Agnelli ha riconquistato il ruolo di socio di riferimento grazie all’operazione di equity swap con Merrill Lynch portata a termine in settembre e ora controlla il 30,425% del capitale votante. Le otto banche che avevano concesso a suo tempo il prestito ne sono diventate azioniste, trasformando il credito in nuove azioni. A far pensare a qualche possibile cambiamento nell’azionariato Fiat è il vorticoso giro di diritti che ha caratterizzato le otto sedute di contrattazione. L’unica spiegazione per ora possibile è che qualche operatore in particolare hedge fund abbia comprato diritti che precedentemente aveva venduto allo scoperto.