1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Fiat punta al super gruppo, per arrivare a Opel possibile anche lo scorporo dell’auto

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Nemmeno il tempo di digerire l’operazione con Chrysler e già Sergio Marchionne vola per Berlino alla caccia di una nuova preda, Opel. L’amministratore delegato del Lingotto è infatti in queste ore in Germania per sottoporre a sindacati e governo la sua bozza di integrazione fra le attività del gruppo Fiat e quelle della divisione europea di General Motors.


Un’operazione che porterebbe alla nascita di un gruppo con un fatturato del valore di 80 miliardi di dollari, e una produzione di circa 6 milioni di veicoli, che si piazzerebbe quindi al secondo posto nel mondo con Volkswagen, alle spalle della sola Toyota.

Un cda straordinario di Fiat, svoltosi ieri, ha dato pieno mandato a Marchionne per un deal al cui servizio potrebbe essere messo anche lo scorporo dell’auto, una misura da tempo auspicata dal mercato nell’ottica di creazione di valore. Lo spin-off, la successiva fusione con le attività di Gm nel Vecchio continente (nell’operazione rientrerebbe anche la quota in Chrysler) e la quotazione è infatti una delle opzioni sul tavolo. Una possibilità che va di pari passo con le dichiarazioni di John Elkann di settimana scorsa, quando l’erede di Casa Agnelli aveva chiarito che Exor sarebbe stata disposta a essere un socio più piccolo di una Fiat più grande.


La bozza del piano industriale che oggi Marchionne presenterà a Berlino incontrerà però verosimilmente una tiepida accoglienza, soprattutto dal fronte politico-sindacale. Se il cancelliere Angela Merkel ha promesso un giudizio sostanzialmente imparziale alle offerte che saranno presentate; i sindacati e i leader socialdemocratici appaiono intenzionati a esprimere obiezioni in difesa dei posti di lavoro, degli impianti di Opel al di fuori della Germania e in ossequio al principio per cui l’acquirente dovrebbe avere esperienza nella guida di imprese globali. Tanto che per Der Spiegel il candidato favorito sarebbe il gruppo di componentistica Magna. Nel fine settimana il presidente del gruppo austro-canadese, Frank Stronach, ha confermato il ruolo di apripista per investitori russi, che sempre Der Spiegel identifica nella GAZ del magnate Oleg Deripaska e in Sberbank. A questo quadro occorre aggiungere la presenza di altre offerte, che per il ceo di Gm, Henderson, sarebbero pari a sei. La Frankfurte Algemeine Zeitung ha scritto invece che interessato sarebbe anche un investitore finanziario europeo.


In un quadro senza dubbio complicato Marchionne può però contare anche su alcuni punti di forza. In primo luogo quello di essersi mosso ancora una volta per primo, ma anche il vantaggio accumulato nelle trattative per Chrysler con il governo Usa, pacchetto nel quale il Lingotto potrebbe presumibilmente aver avanzato la proposta per la divisione europea di General Motors.