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Fiat precipita in Borsa, sul parterre resta l’11,6%

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Aspettando i risultati trimestrali, che saranno diffusi nel pomeriggio di domani, Fiat ha archiviato una sessione molto difficile con un ribasso dell’11,6% a 14,27 euro. Dopo un avvio in territorio positivo le azioni del gruppo torinese hanno inserito con decisione la retromarcia: un cambio di rotta da imputare soprattutto ai risultati trimestrali della controllata americana Cnh Global, diffusi nella notte, inferiori alle aspettative del mercato.


In dettaglio, Cnh global ha reso noto di avere archiviato il quarto trimestre con un utile netto pari a 114 milioni di dollari (48 centesimi per azione) in progresso rispetto ai precedenti 35 milioni (15 centesimi) riportati nello stesso periodo dell’anno passato. A livello annuale, l’utile netto è salito del 91%, passando dai 559 milioni attuali ai 292 messi a segno nel 2006. “Il margine lordo delle attività industriali si è attestato al 18,8% e quello operativo all’8,2% – ha commentato Harold Boyanovsky, amministratore delegato di Cnh – la crescita del fatturato e i miglioramenti dei margini sono il risultato delle nostre iniziative per ridare luce ai marchi, aumentare l’attenzione sui clienti. Uno scenario che dovrebbe contribuire al miglioramento di alcuni dati nel 2008”. Per l’anno in corso i vertici di Cnh prevedono, infatti, utili per azione in progresso a 3,30-3,60 dollari dai 2,36 dollari nel 2007.

Pur riportando dati complessivamente positivi, non sono state soddisfatte le attese del mercato. In particolare, i dubbi degli esperti di Euromobiliare, in una nota diffusa oggi e raccolta da Finanza.com, si addensano attorno al dato relativo al trading profit del quarto trimestre del produttore americano di macchine agricole, che è cresciuto, anno su anno, del 36% attestandosi a 333 milioni di dollari. Un valore che ha deluso gli analisti della Sim milanese sulla base del cambio a 1,42 che porta il risultato a 235 milioni (+24%), leggermente inferiore alle aspettative del mercato, che aveva indicato una cifra pari a 250 milioni. Inferiore alle attese anche l’utile per azione (eps) che nel 2007 è stato pari a 2,36 dollari rispetto al consensus pari a circa 2,5/2,60 dollari. Anche la guidance sull’eps è stata sotto le stime: per l’anno in corso i vertici di Cnh prevedono utili in progresso a 3,30-3,60 dollari per azione contro le aspettative del mercato posizionate verso l’estremo superiore.

 

In una giornata tutta in salita per Fiat, pesa come un macigno anche il parere della casa d’affari Bernstein, che consiglia di agire con cautela sul Lingotto. “Le performance di Fiat nel 2007 sono con tutta probabilità vicine ai suoi massimi storici – spiega in una nota Stephen Cheetham, analista di Bernstein -nello scenario di deterioramento macroeconomici vediamo un significativo potenziale ribassista nonostante le recenti cadute. Per questo ribadiamo su Fiat la raccomandazione underperform e riduciamo il prezzo obiettivo a 11 euro”. Per quanto riguarda il capitolo conti il broker si attende utili forti nel quarto trimestre grazie ai contributi delle tre divisioni principali: Fiat Auto, Iveco, Cnh. Ma i problemi sono dietro l’angolo. “Il consensus sugli utili di Fiat nel 2008 resta a nostro avviso troppo alto aspettandosi una crescita dell’utile per azione intorno 30%. Nell’attuale contesto di rallentamento economico o dopo tre anni di misure di cambiamento, siamo convinti che ulteriori margini di espansioni non ce ne siano”, conclude il broker.

 

(Notizia aggiornata alle 17.42)