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Fiat: perdita I trimestre a 319 milioni e target confermati. Marchionne, resto fino al 2018

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“Ci sono grandi talenti. Posso assicurarvi che la successione non sarà un problema. Resterò fino alla fine del piano“. Parola di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, aggiungendo che il gruppo nel 2018 sarà quasi libero da debito. “Abbiamo bisogno di grandi economie di scala”, ha detto Marchionne. Nel frattempo in nottata sono usciti i numeri del Lingotto. Fiat ha chiuso il primo trimestre con una perdita netta di 319 milioni di euro contro l’utile netto di 31 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno scorso. Escludendo le componenti atipiche, connesse principalmente all’onere derivante dall’accordo con l’Uaw siglato da Chrysler il 21 gennaio (315 milioni di euro al netto dell’impatto fiscale) e all’impatto della svalutazione del Bolivar, il risultato netto è positivo per 71 milioni di euro, in linea con il primo trimestre 2013 (78 milioni di euro al netto delle componenti atipiche). I ricavi sono stati pari a 22,1 miliardi di euro, in crescita del 12% in termini nominali e del 17% se misurati a cambi costanti mentre il risultato della gestione ordinaria è ammontato a 622 milioni di euro, in calo dell’1% rispetto ai 631 milioni di euro del primo trimestre 2013 ma migliore del 6% a parità di cambi.

L’indebitamento netto industriale al 31 marzo è pari a 10 miliardi di euro, in crescita di 0,3 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2013 (rideterminato a seguito dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11) escludendo gli effetti dell’acquisizione del residuo 41,5% del capitale di Chrysler detenuto dal Veba (2,7 miliardi di euro). La liquidità disponibile complessiva è pari a 20,8 miliardi di euro (incluse linee di credito non utilizzate per 3 miliardi di euro) a fronte di 22,7 miliardi di euro alla fine del 2013, riflettendo la variazione dell’indebitamento netto, dovuta essenzialmente all’acquisto della quota residua di Chrysler e ad un’emissione obbligazionaria da 1 miliardo di euro avvenuta nel trimestre. L’operazione di rifinanziamento della Veba Note da parte di Chrysler, avvenuta a febbraio 2014, non ha avuto effetti sulla liquidità.

Confermati i target 2014
Fiat ha confermato i propri obiettivi per il 2014. Il gruppo si aspetta ricavi a circa 93 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria tra circa 3,6 e 4,0 miliardi di euro, un utile netto tra circa 0,6 e 0,8 miliardi di euro, con un utile per azione (EPS) in miglioramento da circa 0,10 euro (esclusa gestione atipica) a un intervallo tra circa 0,44 e 0,60 euro. L’obiettivo, spiega il Lingotto in una nota, considera un aumento di 0,5 miliardi di euro dell’onere relativo alla fiscalità differita in conseguenza delle imposte differite attive nette relative a Chrysler rilevate a fine 2013 ed esclude l’impatto delle componenti atipiche.

Previsto inoltre un indebitamento netto industriale compreso tra 9,8 miliardi di euro e 10,3 miliardi di euro, tenendo anche in considerazione il pagamento (2,7 miliardi di euro) per l’acquisizione della restante quota del 41,5% di Chrysler dal Veba Trust avvenuta il 21 gennaio 2014 e l’effetto derivante dall’applicazione retroattiva dell’IFRS 11 – Joint Arrangements, dal 1° gennaio 2014 (pari a circa 0,4 miliardi di euro).

Reazione decisamente negativa di Fiat a Piazza Affari. Il titolo sul Ftse Mib ha aperto con un ribasso del 6,61% a 7,91 euro. Mediobanca questa mattina ha abbassato il giudizio sulla società automobilistica a neutral dal precedente outperform.