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Fiat e Mps prime donne dell’S&P/Mib

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A Milano la storia del giorno, come del resto era prevedibile, è stata quella legata a Bnl-Unipol, nel giorno dopo che la compagnia assicurativa capitanata da Giovanni Consorte ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto (Opa) sulla banca romana di Via Veneto a 2,70 euro per azione. A Piazza Affari il mercato ha dato fiducia all’operazione, che dovrebbe prendere il via nel mese di settembre, spingendo l’azione Bnl verso il basso (-0,16%), in direzione del valore dell’Opa, mentre le azioni Unipol ordinarie hanno chiuso poco mosse e le privilegio sono state penalizzate dagli ordini di vendita. La vicenda Bnl-Unipol ha innescato poi numerose reazioni a catena. A cominciare da Mediobanca (+2,60%), Rcs (+1,28%) e Generali (+2,36%), che hanno terminato questo martedì di Borsa all’insegna di cospicui guadagni poiché molti operatori cominciano a scommettere che ora che gli immobiliaristi hanno incassato ingenti plusvalenze grazie alla cessione a Consorte & company delle loro azioni Bnl avranno modo di dedicarsi completamente alla causa Rcs. E si sa che per arrivare alla holding che controlla il Corriere della Sera conviene passare per Mediobanca o Generali. Tra l’altro il titolo del gruppo del Leone di Trieste, che ha riunito il consiglio di amministrazione in mattinata, ha fatto sapere tramite il proprio presidente Antoine Bernheim che la partecipazione detenuta in Bnl sarà data al migliore offerente. Il tutto sembra portare dunque a Unipol, che ha messo sul piatto 2,70 euro contro i 2,52 euro offerti dagli spagnoli del Bbva. A tutta birra Mps (+5,20%), sulle voci che la banca senese non prenderà parte all’aumento di capitale, propedeutico al lancio dell’opa su Bnl, di Finsoe, la controllante di Unipol di cui Mps ha in mano il 39%. Fuochi d’artificio, con scambi da capogiro, per Fiat (+5,62%), che prosegue imperterrita la corsa avviata all’inizio del mese di luglio. In giornata l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, dovrebbe avere incontrato i rappresentanti del Governo a Palazzo Chigi per discutere del nuovo piano industriale, che sarà presentato a breve anche alla comunità finanziaria. Infine i ribassi maggiori, ma in ogni caso inferiori al punto percentuale, sono stati quelli di Lottomatica e Mondadori.