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Fiat: Marchionne, senza fusione con Chrysler nessuna possibilità di sopravvivenza

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L’amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, non ha dubbi: senza una fusione tra Fiat e Chrysler nessuna delle due ha delle chance di sopravvivere. Lo ha dichiarato il manager italo-canadese in occasione del Society of Automotive Engineers a Detroit, aggiungendo che a suo dire tra cinque o sei anni rimarranno sul mercato solo cinque o sei grandi costruttori. Gli investimenti su larga scala necessari alla produzione di nuove linee sono possibili solo con un’integrazione tra i due gruppi, ha dichiarato Marchionne, sottolineando come per avere un ritorno adeguato, una casa automobilistica abbia bisogno di produrre un totale di almeno 6 milioni di veicoli l’anno e almeno 1 milione di veicoli su ogni piattaforma. Chrysler e Fiat, ha proseguito, hanno già completato la convergenza delle tre principali architetture, che produrranno oltre l’80% del volume totale del gruppo.

In merito alla sovraccapacità in Europa, l’Ad del Lingotto ha annunciato l’introduzione di una strategia che permetterà di risolvere il problema nei prossimi anni: attraverso l’alta gamma con Alfa Romeo e Maserati e l’utilizzo di un eccesso di capacità per i mercati di esportazione al di fuori dell’Europa.

Sarebbe invece masochista, a detta di Marchionne, produrre su larga scala auto elettriche per Chrysler in quanto comporterebbe ingenti perdite unitarie. Al momento vengono vendute alla controllata Usa in California Fiat 500 elettriche che comportano una perdita di 10 mila dollari a veicolo e quindi una produzione su larga scala sarebbe un masochismo industriale, ha detto il top manager.