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Fiat e Italcementi regine in un S&P con molti segni meno

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A Milano, all’interno di un S&P/Mib40 che ancora una volta ha presentato un forte prevalenza di titoli in rosso, Fiat (+1,30%) e Italcementi (+1,70%) hanno mantenuto i nervi saldi e sono riuscite a terminare in rialzo. A dare una bella spinta all’azione del Lingotto dovrebbero essere state le parole pronunciate dal presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, che ha dichiarato che il gruppo “concluderà l’anno mantenendo gli impegni e con un bilancio in positivo”. Inoltre, la stampa ha riportato che ammonterebbero a 590 milioni di euro i costi sostenuti dal Lingotto per l’emissione del prestito convertendo che scadrà il prossimo settembre e sul quale sono partite le manovre degli istituti creditori volte a evitare di trovarsi in pancia la maggioranza relativa di Fiat dopo la conversione. La buona performance di Italcementi sarebbe invece da ricollegare alle buone nuove giunte sotto forma di indiscrezioni dall’Egitto, dove si sarebbe chiusa con successo l’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria lanciata da Italcementi su Asec Cement Company a un prezzo pari a 29 lire egiziane per ogni singola azione. Sembra che le adesioni all’offerta siano state pari al 98-99%, anche se per avere un dato ufficiale è necessario attendere ancora una settimana circa, quando si esprimerà l’autorità egiziana che gestisce la Borsa valori. Per contro, la lettera ha colpito i titoli del settore petrolifero, Eni (-1,56%) e Saipem (-1,78%), che si sono mossi in sintonia con il settore “oil” europeo anche nel tardo pomeriggio, quando il petrolio sui mercati delle materie prime sembrava alquanto stabile. Verso il basso anche Mediolanum, Monte dei Paschi di Siena, la Popolare di Milano, Bpu e Autostrade.