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Fiat in luce dopo i conti. Analisti apprezzano calo indebitamento. Tante le sfide aperte

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All’ombra della Mole i conti tornano. Nel primo trimestre 2011 Fiat ha riportato ricavi in crescita del 7,1% rispetto allo stesso periodo 2010, a 9,2 miliardi di euro, e un utile netto di 37 milioni di euro in netto miglioramento dai 13 milioni di euro di un anno fa. Il Lingotto ha fatto meglio delle attese: le stime di consensus puntavano, infatti, su ricavi pari a 8,8 miliardi di euro. Ma è anche l’indebitamento netto industriale sceso a 489 milioni di euro, da 542 milioni di euro a fine 2010, con un costante rigore nella gestione del capitale di funzionamento a stupire. Mentre la liquidità è salita a 13,1 miliardi di euro dai 12,2 miliardi di euro al 31 dicembre 2010 principalmente per il rimborso dei crediti finanziari netti da parte di Fiat Industrial, al netto dei rimborsi al sistema bancario effettuati in gennaio.


Conti in regola anche a Fiat Group Automobiles che ha registrato ricavi pari a 7 miliardi di euro, con un totale di 518.600 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati. Il miglior mix, determinato dalle maggiori vendite di veicoli commerciali leggeri e dal successo dell’Alfa Romeo Giulietta, ha compensato la flessione dei volumi delle altre vetture. La quota di mercato delle autovetture è diminuita in Europa a causa principalmente del calo di 2,4% in Italia rispetto all’anno precedente, con il 2010 che aveva beneficiato dell’impatto della fase finale degli eco-incentivi a favore delle vetture più piccole e di quelle alimentate a metano e Gpl.

Fiat Professional ha però mantenuto una posizione da leader in Europa, con una quota del 12,8%. In Brasile Fiat ha confermato il primato sul mercato con una quota complessiva sostanzialmente stabile al 22,1%. Nei primi tre mesi del 2010 i marchi di Lusso e Sportivi hanno riportato una crescita significativa rispetto al primo trimestre del 2010: Ferrari ha registrato ricavi pari a 491 milioni di euro, in aumento del 18,6%, Maserati un incremento del 6,3% a 135 milioni di euro. I Componenti & Sistemi di Produzione hanno realizzato ricavi pari a 3 miliardi di euro, con un aumento del 22,7% rispetto al primo trimestre 2010. Tutti i settori presentano una crescita a doppia cifra, in particolare: Magneti Marelli migliora del 16,7% a 1,5 miliardi di euro e Fiat Powertrain, a parità di perimetro, è in crescita del 17,1% a 1,2 miliardi di euro.


Da qui la decisione di Fiat di confermare tutti gli obiettivi per il 2011 che vedono un l’utile della gestione ordinaria nel range di 0,9-1,2 miliardi di euro, un utile netto di circa 0,3 miliardi di euro e un indebitamento netto industriale di 1,5-1,8 miliardi di euro. Fiat migliora in borsa dopo l’annuncio dei risultti del primo trimestre 2011. Il titolo torinese cresce infatti del 3,50% a 6,51 euro per azione. Per Fiat Industrial, il cui cda si riunirà giovedì, la previsione è di un risultato della gestione ordinaria positivo per 300 milioni di euro, un utile netto a 125 milioni e indebitamento netto industriale negativo per 1,94 miliardi. Ma oggi gli analisti si possono accontentare.


Secondo gli esperti di Morgan Stanley, che confermano il giudizio overweight, i risultati che Fiat ha conseguito nel primo trimestre di quest’anno sono molto buoni. “La performance di ricavi e quella dell’Ebit è molto positiva rispetto alle attese”, si legge in una breve nota uscita subito dopo i conti. Per un altra analista di una primaria banca italiana, contattata da Finanza.com, che preferisce mantenere l’anonimato l’aspetto più positivo che presentano i risultati annunciati oggi risiede nel dato dell’indebitamento “perché è veramente basso per i tablet in linea con quelli dell’anno scorso”. “A questo punto sarà molto interessante vedere quale strategia Fiat deciderà di implementare sotto il profilo degli investimenti”, aggiunge l’esperto. Per il 2011 il Lingotto ha messo in conto investimenti tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro e continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate, al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi.


Secondo Gabriele Parini di Unicredit, Fiat continua ad essere un titolo particolarmente interessante. “Pensiamo che il gruppo non abbia solo molte opzioni strategiche per fare exploit – dovrà rifinanziare il debito di Chrysler con il governo americano, dovrà esercitare la call per incrementare la sua quota in Chrsyler per salire oltre il 50%, dovrà attuare l’Ipo di Chrysler; magari concretizzerà la quotazione di Ferrari e poi potrebbe ristrutturare la attività operative in Italia, ma può contare anche su uno dei migliori team management per esplorare queste opzioni”, argomenta il broker che ha confermato il rating buy su Fiat indicando il target di 8,80 euro.