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Fiat frena in Borsa: dopo il warning di Federauto si infiamma la speculazione su Fabbrica Italia

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L’onda lunga della crisi si fa sentire ancora sul Lingotto. In un mercato italiano dell’auto a ottobre in forte contrazione, Fiat perderà molto più della media. Dopo il warning lanciato domenica Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia, rilancia e mette a fuoco indicazioni che fotografano per il gruppo auto di Torino, inteso come Fiat, Alfa e Lancia, ad ottobre un calo delle vendite del 39,5%, ben oltre il -29% dell’intero mercato.

 

“I dati ufficiali saranno pubblicati stasera. Si tratterebbe di numeri più deboli rispetto alle attese, ma che riteniamo siano già incorporati nella guidance 2010 annunciata il 21 ottobre”, rassicurano gli analisti di Equita, che ribadiscono su Fiat il consiglio di acquisto fino a un target di 16,7 euro. Alle 18 il ministero dei Trasporti ufficializzerà la situazione delle auto immatricolate in Italia. Dal Centro Studi Promotor confermano che si tratta di stime verosimili, ma che non rappresentano una sorpresa perché le case automobilistiche hanno deciso di fare meno kilometri zero e quindi hanno utilizzato uno strumento in meno per migliorare le loro quote di mercato.

Al Lingotto non sono in attesa solo di conoscere i dati delle immatricolazioni in realtà. Secondo quando segnalato da Automotive News, sarebbe in forse il progetto Fabbrica Italia. Se i sindacati dovessero affossarlo l’ad del gruppo Sergio Marchionne potrebbe decidere di incrementare la produzione in Polonia e Serbia, nonché a spostare negli Usa la realizzazione della futura berlina compatta nata dalla collaborazione fra Lancia e Chrysler e della Alfa Romeo Giulia. Nel dettaglio il piano B di Marchionne consisterebbe in un ampliamento della produzione annua dell’impianto di Tychy, in Polonia, a 780.000 unità, rispetto alle 606.000 dell’anno scorso e di raddoppiare, a 400.000 veicoli, la produzione annuale della joint venture in Serbia.


Parlando con gli analisti il 21 ottobre scorso, Marchionne aveva avvisato che, se non fosse possibile trovare un accordo con i sindacati italiani sulla revisione delle relazioni industriali, la produzione verrebbe trasferita altrove. Il progetto Fabbrica Italia prevede che la produzione nel nostro Paese raggiunga 1,4 milioni di veicoli nel 2014, rispetto alle 650.000 unità dell’anno scorso. In cambio, il management del Lingotto ha chiesto ai sindacati di migliorare la produttività e di rivedere gli accordi contrattuali. Sinora, Marchionne non ha mai svelato le alternative al progetto Fabbrica Italia, fatta eccezione per quanto già annunciato sulla costruzione dei modelli Idea e Multipla in Serbia invece che a Mirafiori. E la speculazione si infiamma.

 

Secondo gli analisti di Equita l’articolo di Automotive News è destinato ad infuocare ulteriormente il dibattito con i sindacati italiani. E il motivo è chiaro: “in assenza di accordo per il rinnovo del contratto di lavoro in Italia, Fiat non confermerebbe il piano Fabbrica Italia”. Fiat in questo momento segna un ribasso dell’1,83% a 11,83 euro.