Fiat esercita opzione acquisto 3,3% di Veba in Chrysler. Quota controllo sale al 68,49%

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 08/07/2013 - 09:58
Prosegue l'ascesa di Fiat in Chrysler. Come da attese il Lingotto eserciterà l'opzione a disposizione per l'acquisto della terza tranche del 3,3% di Chrysler in mano a Veba, il trust amministrato dal sindacato UAW costituito ai fini delle prestazioni sanitarie in favore degli ex dipendenti della casa automobilistica di Detroit.

Stimato esborso di quasi 255 mln di dollari
Fiat ha reso noto oggi di aver comunicato a Veba la volontà di esercitare la sua opzione di acquistare una terza tranche della partecipazione detenuta dal trust in Chrysler Group LLC, tranche pari a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. L'importo netto da pagare per l'acquisto di questa terza tranche della partecipazione di VEBA in Chrysler, secondo quanto calcolato da Fiat, è pari a 254,7 milioni di dollari.

Quota controllo sale al 68,49%
In tal modo la quota di controllo del gruppo italiano in Chrysler salirà al 68,49% del capitale. Le prime due opzioni, sempre relative a quote del 3,3,% del capitale di Chrysler, erano state esercitate dal Lingotto rispettivamente nel luglio 2012 e a gennaio di quest'anno.

Cresce attesa per pronunciamento del Tribunale del Delaware
Il 26 settembre 2012 Fiat ha chiesto conferma dinanzi alla Chanchery Court del Delaware del prezzo da pagare per tale partecipazione. Decisione da parte della Corte che deve ancora arrivare, probabilmente entro la fine di questo mese ci sarà il pronunciamento. Fino a quando il Tribunale del Delaware non si esprimerà sul prezzo, Fiat potrà esercitare le opzioni ma le azioni non le vengono trasferite.

Da giugno 2009 Fiat detiene un'opzione per acquistare il 40% della partecipazione di VEBA in Chrysler che può essere esercitata dal 1° luglio 2012 sino al 30 giugno 2016, ogni sei mesi, in tranches non eccedenti, per ciascun esercizio, il 20% dei Covered Interests. Il prezzo di esercizio dell'opzione è determinato, ove Chrysler non sia quotata, utilizzando un multiplo di mercato (media dei multipli di talune aziende automobilistiche, non eccedente il multiplo di Fiat) applicato all'ebitda di Chrysler negli ultimi quattro trimestri meno il debito industriale netto e, ove Chrysler sia quotata, sulla base dei valori di mercato delle sue azioni ordinarie.
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