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Fiat: per Credit Suisse le sinergie con Chrysler restano una speranza lontana

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Fiat ha colloqui avanzati con Chrysler. E se le trattative dovessero andare a buon fine il Lingotto potrebbe fornire tecnologia a Detroit e in cambio divenire una delle azioniste del colosso della casa automobilistica statunitense. Secondo gli analisti del Credit Suisse le sinergie di questa operazione sono una speranza lontana. I dettagli delle trattative rimangono nebulosi, non confermati, tuttavia le premesse ci sono tutte per credere alle indiscrezioni, segnala il broker in una nota visionata da questa testata. L’intesa, secondo quanto circolato fino ad ora, consentirebbe a Chrysler l’accesso alle piattaforme del Lingotto, dalla mini all’alto del medio di gamma, passando per i suoi motori e le trasmissioni. Mentre per Fiat, oltre all’ingresso nel capitale del costruttore americano, l’accordo si tradurrebbe nella possibilità di vendere negli Stati Uniti l’Alfa Romeo e la Fiat 500. “Marchionne ha pubblicamente detto che Fiat ha bisogno di un partner per sopravvivere, la Chrysler è la porta d’ingresso al mercato americano, ma noi non siamo convinti che Chrysler possa essere la soluzione, specialmente con Fiat che riceve una partecipazione azionaria nel gruppo”, ricordano gli esperti della casa elvetica. “Continuiamo a sostenere la logica industriale di una alleanza europea, perché pensiamo che portino a un risparmio dei costi alleanze tra i vari player Ue – come PSA – che operano in un mix di prodotti e area geografica simili”. Il broker svizzero conferma la raccomandazione underweight su Fiat.