Fiat: Corte Delaware ha accolto due questioni rilevanti. Marchionne, condizioni industriali impossibili in Italia

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 31/07/2013 - 09:36

Fiat prende atto della decisione pronunciata dalla Court of Chancery del Delaware nella causa promossa dal Lingotto nei confronti del Veba in merito alla call option sulla partecipazione in Chrysler Group. Recita così una nota della casa torinese. Secondo il Call Option Agreement del 10 giugno 2009, ha ricordato l'azienda nel comunicato, Fiat ha diritto di acquistare una parte della partecipazione del Veba in Chrysler in più tranche ad un prezzo da determinarsi secondo una formula predefinita. Con la sua decisione, la Corte del Delaware ha accolto, senza ulteriore istruttoria, le domande di Fiat su due delle questioni più rilevanti della causa. La Corte ha anche rigettato, nella loro interezza, le contrapposte richieste di Veba di pronuncia senza istruttoria, ivi inclusa quella secondo cui il fondo Usa non potrebbe vendere la sua partecipazione in Chrysler al prezzo risultante dal Call Option Agreement a causa dei divieti contenuti nelle Department of Labor's Prohibited Transaction provisions. Fiat auspica che attraverso l'istruttoria richiesta dalla Corte possano essere presto risolte le poche questioni ancora aperte nel contenzioso e continua ad avere fiducia nel fatto che anche tali residue questioni saranno risolte in suo favore.

Nel frattempo è tornato a farsi sentire Sergio Marchionne, nell'attesa dell'incontro con la Fiom di Maurizio Landini che si terrà venerdì a Roma. Ieri nel giorno dei conti trimestrali del gruppo torinese, l'amministratore delegato è andato giù duro dichiarando che le condizioni industriali in Italia rimangono impossibili, facendo riferimento alla situazione degli investimenti in Italia dopo la decisione della Corte Costituzionale sulla rappresentanza sindacale. "Dopo l'accordo con il sindacato, la Consulta ha riaperto la questione con una nuova interpretazione" e a questo punto per effettuare nuovi investimenti in Italia, ha continuato il manager, "attendiamo indicazioni dal governo". Non solo. Marchionne ha anche aperto la strada alla possibilità di produrre i nuovi modelli Alfa Romeo all'estero e non in Italia: "Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque nel mondo". E nel concludere l'Ad ha sottolineato che il Lingotto resta aperto a cercare soluzioni che possano garantire l'operatività delle attività in questione. "Non abbiamo pregiudizi - ha detto - ma siamo fortemente determinati a trovare una soluzione duratura nel tempo".

Debole il titolo a Piazza Affari dove al momento avanza dello 0,08% a 6,04 euro.

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