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Fiat continua la sua Via Crucis, titolo in territorio negativo

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Fiat inizia la settimana con il piede sbagliato. Il titolo del Lingotto accusa un ribasso dello 0,32%, scambiando a quota 5,91 euro. Dal 31 gennaio ad oggi le azioni della casa torinese hanno ceduto in Borsa il 6,84%. Sotto la mitragliatrice delle vendite hedge fund e investitori istituzionali esteri. Quello che più ha stupito sono stati però i volumi, che hanno accompagnato la Caporetto torinese: sono, infatti, passati di mano in cinque giorni 177 milioni di pezzi, pari al 22% del capitale. Fiat scambia solitamente circa 14 milioni di pezzi. Insomma è stata una settimana della passione a Torino. In mezzo c’è stata la delusione mancata per l’accordo che non è arrivato con General Motors, che ha relegato Fiat in un angolo del listino. Mentre resta l’incertezza per l’evolversi di una situazione che potrebbe finire in tribunale, se i due contendenti non troveranno una via d’uscita in estremis. Un filo sottile di diplomazia lega ancora Fiat a Gm nel tentativo di dissenescare la bomba put. Riferiscono oggi indiscrezioni di stampa. Il governo per il momento sta a guardare. Palazzo Chigi ha confermato che per ora non intende intervenire sulla vicenda Fiat, ma intanto domani e dopodomani l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, incontrerà a Roma in due distinti appuntamenti il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e quello delle Attività Produttive, Antonio Marzano. E’ stata l’azienda torinese a chiedere di poter vedere i due ministri, evidentemente per fare il punto dopo il fallimento delle trattative con GM. Organizzazione è la parola d’ordine a casa Fiat. Il gruppo nei prossimi mesi dovrà fare i conti con il convertendo e con la scadenza dei debiti pari a circa 10 miliardi.