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Fiat: compra il 6% di Chrysler in mano al Tesoro Usa per 500 milioni di dollari. Titolo su di giri

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Due anni fa il Chapter 11. Oggi l’annuncio ufficiale: il Tesoro statunitense esce definitivamente da Chrysler con Fiat che rileverà il 6% detenuto da Washington. Il comunicato del Lingotto è uscito nella notte ma l’annuncio in grande stile verrà fatto da Barack Obama che oggi visiterà lo stabilimento Chrysler di Toledo, in Ohio, insieme a Sergio Marchionne. La call sul 6% in mano al Tesoro Usa costerà al gruppo torinese 500 milioni di dollari e permetterà la salita al 52% del capitale del colosso di Detroit. Inoltre, il Dipartimento del Tesoro ha accettato di cedere a Fiat, per un corrispettivo di 75 milioni di dollari, tutti i diritti che gli spettano in forza dell’Equity Recapture Agreement concluso tra il Dipartimento del Tesoro e VEBA (fondo del sindacato UAW) il 10 giugno 2009.


In sostanza, con 75 milioni di dollari Fiat si assicurerà i diritti sull’acquisto del 45,7% di Chrysler in mano al fondo assicurativo del sindacato UAW (United Auto Workers). Di questi, 60 milioni andranno nelle casse dell’amministrazione di Washington mentre 15 milioni finiranno al Governo canadese, che detiene il 20% di questi diritti. E il mercato, dopo aver premiato il titolo del Lingotto in seguito al rimborso dei prestiti governativi, continua ad apprezzare la scalata di Fiat al colosso di Detroit. A Piazza Affari, infatti, l’azione della società torinese mostra un balzo di circa 4 punti percentuali a 7,40 euro.

“In sostanza, attraverso questa operazione, il valore della quota di VEBA nel capitale di Chrysler viene valorizzato 4,25 miliardi di dollari, ovvero 10,3 miliardi per il 100% – ragiona Intermonte nella nota odierna raccolta da Finaza.com -. Valutiamo positivamente tale mossa che consente di fissare il costo della quota di Chrysler che ancora non possiede”. A questo punto, secondo il broker, “l’Ipo di Chrysler appare sempre meno probabile”.
 
In casa Fiat c’è grande soddisfazione per l’accordo con il Tesoro Usa. “L’acquisizione dei diritti spettanti al Dipartimento del Tesoro sulla valorizzazione delle quote VEBA – ha dichiarato Sergio Marchionne – è un’ulteriore dimostrazione di quanto crediamo nel futuro della Chrysler e nelle sue capacità di proseguire lungo il cammino intrapreso per conquistare il posto che le spetta nel panorama dell’industria automobilistica globale”.


L’operazione, ha proseguito l’Ad del Lingotto, “non permette solo alla Fiat di rafforzare la propria posizione in Chrysler, maaccelera anche il nostro progetto di integrazione, mirato a creare un costruttore globale, efficiente e competitivo”. Un colosso mondiale delle quattro ruote che, secondo i target forniti dal management, entro il 2014 potrà contare su un fatturato di oltre 100 miliardi di euro e 6 milioni di auto vendute grazie al lancio di 55 nuovi modelli.