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Fiat-Chrysler: al via class action per consumi della Panda non veritieri (Altroconsumo)

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Sarà per una maggiore attenzione e intransigenza verso le pratiche delle case automobilistiche, dopo lo scandalo Dieselgate di Volkswagen, o semplice coincidenza fatto sta che la Corte d’Apello di Torino ha dichiarato ammissibile la class action contro Fiat-Chrysler Automobiles (Fca) per consumi auto non veritieri. In prima istanza l’azione di classe, promossa da Altroconsumo, era stata respinta dal Tribunale che l’aveva ritenuta “manifestamente infondata”. 
L’accusa avanzata dall’associazione dei consumatori è quella di pratiche commerciali scorrette in relazione alla Fiat Panda, in quanto i consumi di carburante rilevati dalle prove di laboratorio e dai test di Altroconsumo sono risultati superiori a quelli dichiarati dalla casa automobilistica. “Il danno ingiusto subito dai consumatori è causato dall’assenza nell’auto acquistata delle caratteristiche di consumo pubblicizzate che si è tradotto in maggiori spese per il carburante”, spiega l’associazione.
Oggi la Corte ha ribaltato la decisione del Tribunale affermando che i metodi di prova utilizzati da Fiat e da Altroconsumo sono entrambi legittimi e che la differenza riscontrata (di oltre il 20%) è rilevante. “Tali differenze – si legge nella nota dell’associazione – non possono superare un determinato limite e sarà quindi necessario effettuare gli approfondimenti tecnici d’ufficio”. E dunque la class action di Altroconsumo non può ritenersi “manifestamente infondata” come ritenuto invece dal Tribunale. 
Il risarcimento richiesto, ipotizzando una percorrenza annua di 15mila Km, è di 239 euro. Altroconsumo ha presentato anche una class action anche contro Volkswagen, in corso di giudizio da parte del Tribunale di Venezia.