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Fiat cambia direzione, ma per il mercato se fosse vero che…

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Fiat cambia direzione sull’S&P. Il titolo della casa torinese, dopo una partenza sull’onda della speculazione con annessa smentita, imbocca la strada al ribasso (-0,52%), scambiando a quota 5,71 euro. Forti i volumi: a metà mattinata sono, infatti, già transitati 7 milioni di azioni contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 8,9 milioni di pezzi. A movimentare la vita del Lingotto indiscrezioni di stampa che ventilavano di una separazione tra Fiat e General Motors. Ma Fiat ha preso velocemente le distanze. Un portavoce del Lingotto questa mattinata ha spiegato: “si tratta di valutazioni giornalistiche che non hanno riscontro nella realtà. Tra Fiat e General Motors, come è noto, esiste un’alleanza di tipo industriale e finanziario e non sono in corso trattative dello stesso genere con altre case automobilistiche”. Certo che se la notizia fosse stata vera avrebbe dato una mano al titolo in Borsa. La pensano così gli analisti di Abaxbank. “La notizia, che è stata smentita questa mattina da Fiat, se vera, sarebbe positiva per almeno tre 3 ragioni. Per rinunciare all’esercizio della put, Fiat dovrebbe ricevere una contropartita da GM. Qualunque sia l’incentivo economico per Fiat, si tratta di un elemento che il mercato non sta includendo nella valutazione del titolo. Un accordo più stretto con Peugeot, con il quale ci sono già rapporti di collaborazione avrebbe probabilmente più senso di quello attuale con GM, data sia la presenza geografica sia il posizionamento di mercato dei due marchi. Si tratterebbe di un accordo con un partner in salute, sia dal punto di
vista finanziario, sia dal punto di vista dell’evoluzione delle quote di
mercato. La situazione di GM Europe è invece decisamente più difficile, e lo sarà crediamo anche nel 2005″, snocciolano velocemente gli esperti. I giochi sono aperti su un altro versante. Sempre secondo voci di stampa, che non sono state smentite, la casa automobilistica presto affronterà il discorso con le banche. Le indiscrezioni sostengono che il nodo con gli istituti di credito Fiat sarebbe destinato ad essere chiuso ancora prima della scadenza canonica del convertendo fissata sulla carta per il settembre 2005. Ma su questo fronte bocca cucita al Lingotto.