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Fiat batte il mercato nel 2009, sullo sfondo resta il braccio di ferro su Termini Imerese

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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La cura Marchionne continua a dare i suoi frutti. Fiat archivia il 2009 con una crescita del 6,3% delle auto nuove vendute in Europa con 1.254.829 unità. Con una performance in accelerazione nell’ultima parte dell’anno scorso. Nel solo mese di dicembre il Lingotto ha, infatti, venduto in Europa 85.759 unità. Si tratta di una progresso del 20,2% rispetto allo stesso mese del 2008 quando il gruppo aveva immatricolato 71.371 unità e ben oltre di quanto fatto dal mercato (-1,6% sul 2008).


In un mercato imprevedibile come quello dell’anno scorso, commentano stamattina da Mirafiori, Fiat ha raggiunto il miglior risultato di vendite in Europa dal 2001, chiudendo il 2009 con una quota di mercato dell’8,8 per cento e un incremento dei volumi del 7,1 per cento rispetto all’anno precedente. È stato il quarto miglioramento consecutivo: dal 2005 al 2009 Fiat Group Automobiles ha aumentato la quota di 2,2 punti percentuali.

Si tratta di un risultato eccezionale ottenuto non soltanto in Italia – dove Fiat Group Automobiles ha raggiunto nel 2009 una quota del 32,8 per cento con una crescita di ben 4,8 punti percentuali dal 2005 – ma anche nei principali mercati europei. In Germania, con 180 mila immatricolazioni (+79 per cento rispetto all’anno precedente) e una quota del 4,7 per cento, il gruppo auto di Torino ha, infatti, conseguito la migliore performance degli ultimi venti anni. Crescite a doppia cifra anche in Francia (+12 per cento con quasi 100 mila immatricolazioni per una quota del 4,4 per cento, miglior risultato dal 2001) e nel Regno Unito (+14,2 per cento con 72 mila immatricolazioni e quota 3,6 per cento, miglior risultato dal 2002).


Sullo sfondo resta il braccio di ferro su Termini Imerese. Mentre l’ad Sergio Marchionne critica l’assistenzialismo dei governi europei nei confronti dei produttori auto, confermando la volontà di chiudere lo stabilimento siciliano, negli ambienti finanziari e sindacali inizia a circolare l’ipotesi che l’approvazione dei nuovi incentivi in Italia per il 2010 potrebbe slittare dopo gennaio.


In particolare, secondo quanto segnala Il Messaggero, gli incentivi dovrebbero essere collegati alla garanzia del mantenimento di un determinato livello di produzione in Italia e quindi al mantenimento dei posti di lavoro e di non de localizzare la produzione all’estero.