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Fiat: Barclays, diffidente sul piano di Marchionne. Il target di indebitamento non verrà centrato

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I piani di Fiat difficilmente possono essere conciliati. A dirlo gli analisti di Barclays in un report odierno in cui confermano la raccomandazione underweight e target price fissato a 2,3 euro. Da un lato è ambizioso ma dall’altro il piano risulta essere costoso se l’obiettivo è risolvere i problemi di sovraccapacità in Europa. Invece di fare un passo indietro il Lingotto, spiega il broker, spera di saturare le sue fabbriche con modelli di fascia alta per diventare un esportatore di alta qualità. “Sembrerebbe ragionevole – spiega Barclays – ma si fa fatica a vedere la redditività del progetto”.

“Sappiamo che Fiat punta ad aumentare la propria quota in Chrysler ma è proprio questo il punto debole. Una valutazione inferiore per il gruppo torinese significa uno strike price più basso per il prossimo 10% della controllata Usa che acquisterà dal fondo Veba”. Una possibile Ipo sulla restante quota di Chrysler a detta degli analisti serve solo a complicare ulteriormente la situazione. “Per noi è impossibile prevedere cosa succedere dopo e diffidiamo dall’attribuire qualsiasi valore oggi ad un piano che è incerto ed è a lunga scadenza, specialmente quando l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha mancato gli obiettivi dei precedenti piani di investimento. Allo stesso tempo, il business in Europa continua a languire mentre Chrysler e il Brasile sembrano destinati a prestazioni più tranquille nel 2013”.

Ultimo elemento per quanto riguarda il 2013 è l’obiettivo di indebitamento finale a 7 miliardi di euro che gli esperti ritengono che Fiat mancherà con un margine considerevole.