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Fiat: i banchieri sembrano ben disposti a Marchionne

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Chiusura solo leggermente negativa per il titolo Fiat (-0,97% a 5,74 euro), nella prima seduta di borsa dopo l’annuncio della nomina di Luca Cordero di Montezemolo a presidente della società e delle contestuali dimissioni di Giuseppe Morchio, ex amministratore delegato del gruppo. Le azioni dopo una partenza in forte calo hanno recuperato parzialmente per chiudere sui massimi di giornata, con 42 milioni di pezzi scambiati per un controvalore che sfiora i 240 milioni di euro. La seduta è trascorsa tra le voci circa i papabili al posto che fu di Morchio, e dopo un scrematura il nome che con più insistenza è circolato in ambienti finanziari è quello di Sergio Marchionne, amministratore della società svizzera Sgs, ex presidente di Lenco group e amministratore indipendente proprio nel board Fiat. Secondo fonti bancarie vicine alla casa torinese, che non ha commentato le indiscrezioni come da prassi consolidata al Lingotto, la nomina di Marchionne sarebbe quella benedetta anche dai grandi banchieri prossimi azionisti Fiat se Cordero di Montezemolo dovesse mantenere il posto di numero uno a lungo.
Ma c’è anche chi sollevato seri dubbi. “La vedo brutta: è una situazione che fa sorgere delle domande sul
perchè lo abbiano fatto: è una cosa semplice nominare un
presidente, meno semplice la defezione di un consigliere
delegato in un momento così delicato” ha commentato Luigi Lucchini in merito alla situazione della Fiat. L’ex presidente di Confindustria ha messo il dito nella piaga. La scelta del presidente condiziona quella dell’ amministratore, e viceversa. E l’arrivo di Montezemolo, che sembra fosse inviso ad alcuni esponenti ed eredi della famiglia Nasi, non era compatibile con Morchio, apprezzato finora nel suo operato. Se gli equilibri si spostano, ha pensato qualche banchiere, allora è meglio che cambi anche l’a.d. per cercare un nuovo equilibrio.
Cambierà qualcosa nel piano di rilancio della società? Impossibile dirlo, anche se la competenza di Montezemolo nel settore autorizza a pensare che qualche cambiamento sia possibile. E se questo si concretizzi anche in un nuovo interessamento di General Motors alla casa torinese è anche questo impossibile dirlo al momento. Sembra che Morchio avesse chiesto anche la presidenza della società: un fatto ritenuto inaccettabile dalle banche che hanno molto a cuore una governance equilibrata in questo momento. Domani è previsto il consiglio d’amministrazione e si sapèrà se Marchionne accetterà l’incarico, che ha già bruciato cinque amministratori negli ultimi due anni.