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Fiat appena sotto la parita’, si parla di orario flessibile

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Pioggia di vendite sui listini, ma Fiat non slitta. Il titolo dell’istituto torinese resta ai nastri di partenza (-0,05%), scambiando a quota 5,67 euro. Nei corridoi del Lingotto si parla di flessibilità sull’orario. Il sasso l’ha lanciato l’amministratore delegato di Fiat Auto, Herbert Demel, nell’ultimo incontro con i vertici dei sindacati all’Unione industriale di Torino, una ventina di giorni fa. “Avremo bisogno di maggiore flessibilità dell’orario e di una migliore qualità del prodotto”, ha detto il manager: questo, ha lasciato intendere per arrivare al momento della verità che la Fiat stessa fissa a fine 2006 con la possibilità di aver fatto tutto il possibile per superare la crisi. I sindacati hanno lasciato il vertice senza scoprirsi, ma nei giorni scorsi i leader hanno avuto uno scambio di opinioni sui contenuti di una controproposta proprio sulla flessibilità dell’orario di lavoro. L’ipotesi è quella di uno scambio tra flessibilità dell’orario e occupazione. “Si può pensare ad un accordo sindacale, valido per tutto il bienno 2005-2006 che permetta maggior flessibilità dell’orario, avendo in cambio la garanzia da parte di Fiat del mantenimento degli attuali posti di lavoro in tutti gli stabilimenti”, dice Giorgio Caprioli, numero uno della Fim-Cisl.