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Fiat ancora superstar, riflettori su Autostrade

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All’interno del paniere delle 40 blue chip di Milano ancora uno spunto decisamente positivo per Fiat, che viaggia ormai con sempre maggiore convinzione sopra quota 7 euro. L’azione del Lingotto di Torino ha archiviato il lunedì in ascesa del 3,25% a 7,245 euro, con volumi molto intensi, sempre animata dalla speculazione e dalle grandi manovre che sono state avviate dagli investitori in vista dei due grandi avvenimenti in agenda per settembre. In primis, la scadenza del prestito convertendo da tre miliardi di euro, che segnerà l’ingresso delle banche nell’azionariato, ma anche il lancio della nuova Punto, su cui il gruppo torinese fa particolare affidamento. Occhi puntati poi su Autostrade (+1,30%), che ha trainato al rialzo anche l’altra azione dell’S&P che fa capo alla famiglia Benetton, Autogrill (+1,42%). A fornire benzina al titolo del gruppo guidato da Vito Gamberale la scadenza, nel tardo pomeriggio della giornata, del periodo di tempo per la presentazione delle offerte non vincolanti per la privatizzazione delle tre concessionarie delle autostrade francesi, Asf, Aprr e Sanef. Autostrade, nei giorni scorsi, aveva già fatto sapere che stava valutando la possibilità di formulare un’offerta ma non aveva precisato null’altro. Secondo indiscrezioni di mercato, la società italiana potrebbe formulare un’offerta per accaparrarsi Aprr in consorzio con Cdc, Agf, Axa e il ramo vita di Credit Agricole. Bene anche le due banche Popolare di Milano e Capitalia, nonché gli editoriali Rcs MediaGroup e L’Epresso. I titoli che hanno fatto registrare le perdite maggiori sono invece stati Bulgari, Banca Intesa e Antonveneta. In merito all’istituto padovano, la parola per ora è passata alla Consob, che questa settimana analizzerà le carte fornite dai legali della Banca Popolare Italiana (ex Popolare di Lodi) per stabilire se le due offerte lanciate dall’istituto guidato da Gianpiero Fiorani – interdetto per due mesi – possono proseguire o devono essere revocate. Sul listino exploit di Alitalia, che ha chiuso con un forte balzo di oltre l’11% a 0,267 euro, accogliendo con entusiasmo le parole dell’amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, che ha annunciato l’accordo raggiunto dalle banche per la ricapitalizzazione da 1,2 miliardi di euro della compagnia di bandiera. Cell Therapeutics infine ha preso male la notizia delle dimissioni di quattri membri del consiglio di amministrazione e ha virato al ribasso dello 0,67%, riuscendo però in chiusura a limare le perdite ben più decise accumulate nel pomeriggio.