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Fiat alla prova dei conti

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Fiat ritrova la via maestra in Borsa nel giorno della presentazione dei risultati. Il titolo del Lingotto dopo la debacle della vigilia approfitta della buona intonazione dei listini per balzare di cinque punti percentuali scambiando a 15,05 euro. Forti i volumi: a metà mattinata sono infatti già transitati 23,7 milioni di pezzi contro una media giornaliera delle ultime 30 sedute di 49 milioni di pezzi. Come vuole la tradizione in tarda mattina Sergio Marchionne svelerà i risultati del quarto trimestre dell’anno scorso e dell’intero 2007. Numeri che potrebbero essere i migliori da quando il Lingotto è uscito dalla crisi, essendo state le previsioni degli analisti quasi tutte riviste al rialzo.


Eppure ieri i timori che la recessione in salsa stelle e strisce possa abbattersi sul comparto degli industriali e l’annuncio di dati sotto le attese della divisione della macchine agricole Us Cnh hanno fatto scaricare un’ondata di vendite su Fiat, giudicata oggi eccessiva dalla maggior parte degli esperti di mercato interpellati da Finanza.com. “Il gruppo automobilistico italiano pur non essendo esposto al rischio del cambio, ha perso quasi il doppio dell’indice S&P e anche ieri l’impressione è che i torinesi siano sotto tiro più dei loro diretti concorrenti”, segnalano alcuni operatori. Gianmaria Bergantino di Bank Insiger azzarda che in azione potrebbero esserci stati hedge fund che scommettevano al ribasso e grandi fondi.

Al di là dei giochi di mercato, per gli analisti  sui fondamentali Fiat ha una valutazione interessante. “L’azione quota ora a multipli molto interessanti e i dati annunciati ieri Oltreoceano da Cnh non sono stati così deludenti”, dichiara a Finanza.com un analista di una primaria casa d’affari italiana che conferma sul Lingotto il consiglio d’acquisto fino a 26 euro. “Quello che ieri è rimasto in secondo piano è la guidance più che positiva che ha dato la casa che produce macchine agricole”, prosegue l’esperto, che si attende buoni numeri in arrivo. 


Gli esperti di Cheuvreux nel report uscito oggi e raccolto da questa testata pur concordando sul fatto che l’outlook anticipato da Chn sia più forte, notano che il range dell’utile per azione da 3,3 dollari a 3,6 dollari è però leggermente sotto le attese. Un particolare che a detta del broker non è affatto da sottovalutare. “Siamo dell’idea che il target di Fiat per un trading profit del 10,4% nel 2008 potrebbe essere rivisto al ribasso”, è il verdetto dell’analista della merchant bank, che in attesa dei dati da Torino conferma su Fiat la raccomandazione outperform con prezzo obiettivo di 27 euro.


Secondo il consensus di mercato i ricavi del gruppo Fiat per il quarto trimestre 2007 dovrebbero attestarsi a quota 14,2 miliardi di euro, il trading profit a 790 milioni, l’utile netto 570 milioni. Per quanto riguarda l’anno le attese per l’intero anno scommettono su 55,844 miliardi di ricavi, 3,052 miliardi di trading profit e 2,015 miliardi di utile netto. “Il miglioramento della redditività operativa deriverà principalmente dall’entrata a regime del piano di ristrutturazione interna”, sostiene Carlo Drago di Centrosim, che prevede un risparmio di costi operativi di 758 milioni di euro nel 2007.


Ad avviso di Drago “il rinato appeal del prodotto Fiat ha consentito un forte incremento delle vendite e, pertanto, un drastico riposizionamento del marchio. Ciò ha riversato i propri effetti sul capitale circolante e, pertanto, sulla generazione di cassa complessiva del gruppo”. Un pizzico di cautela viene espressa dagli analisti di Ubs, che pur reiterando la raccomandazione buy su Fiat non escludono che qualche grana derivante dalla stretta del credito possa mettere qualche bastone fra le ruote ai torinesi nei prossimi mesi.

 

Micaela Osella