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Fiat: Adusbef, il rilancio del Lingotto deve avvenire nel rispetto della legalità

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Sull’affaire Ifil-Exor, più noto come convertendo Fiat, che permise alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo del 30 per cento del Lingotto anche dopo la conversione in azioni Fiat del prestito delle banche, oggetto di una pronuncia odierna della Consob, che ha irrogato sanzioni per 16 milioni di euro e l’incapacità temporanea ad assumere cariche in società quotate per, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone, Adusbef presentò un articolato esposto alla Procura della Repubblica di Milano. “Siamo tutti strenui tifosi del rilancio e del risanamento della Fiat e siamo d’accordo con l’affermazione testuale del presidente della Fiat e di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: “Come ho avuto modo di dire più volte nei mesi scorsi, senza l’operazione condotta dagli azionisti nel 2005, che ha garantito stabilità all’azienda, non ci sarebbe stata la Fiat di oggi, a cominciare dai propri vertici – ma questo passaggio delicato, deve avvenire nel rispetto della legalità, delle regole del mercato, del diritto degli azionisti di minoranza”, spiega Elio Lannutti, presidente dell’associazione di difesa dei consumatori. In particolare,l’Adusbef che la Procura della Repubblica di Torino, competente ad indagare per i reati di aggiotaggio ed ostacolo all’attività di vigilanza a carico dei dirigenti sospesi oggi dalle cariche societarie, possa fare presto piena luce sulla vicenda, per rasserenare il mercato ed i diritti dei risparmiatori, con l’auspicio che non possa risentire in alcun modo delle interferenze ambientali.