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Fiammata di Luxottica sull’S&P/Mib, giu’ Eni e Finmeccanica

QUOTAZIONI Luxottica Group
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A spingere al ribasso il listino milanese è stata soprattutto la performance negativa di Eni (-2,54%), la blue chip più pesante di Piazza Affari in termini di capitalizzazione. Il titolo del colosso del Cane a sei zampe ha viaggiato controsenso rispetto alla maggior parte delle azioni dell’S&P e soprattutto rispetto agli altri petroliferi. Saipem ha infatti totalizzato guadagni per il 2,10%, nel giorno in cui ha annunciato di essersi aggiudicata nuove commesse nel settore delle “costruzioni mare” per un importo complessivo di oltre 1 miliardo di dollari. Tenaris
ha invece limato i sostanziosi guadagni accumulati durante la giornata nel pomeriggio per terminare con un timido +0,21%. La regina degli acquisti sull’S&P è stata senza dubbio Luxottica, con una fiammata di oltre il 6%. L’assemblea del gruppo dell’occhialeria ha approvato il bilancio 2005 e la distribuzione di un dividendo relativo all’esercizio scorso di 0,29 euro per azione, in crescita del 26% rispetto al 2004. A spingere l’azione sembra siano state le parole dell’amministratore delegato, Andrea Guerra, che ha fatto sapere che le stime per l’anno in corso potrebbe essere ritoccate all’insù. Bene anche Fondiaria-Sai (+1,95%), che ha recuperato posizioni rispetto alla recenti perdite, e Autostrade (+1,73%). Oltre a Eni, fanalini di coda dell’S&P nella giornata sono state Pirelli (-2,24%) e Finmeccanica (-2,07%). Quest’ultima ha risentito dello scivolone, alla Borsa di Parigi, di Eads. Eppure nel pomeriggio dal quartier generale della società di Piazza Monte Grappa è giunta una nota che ha escluso che i ritardi comunicati da Eads sulla consegna di veivoli A380 possano incidere sull’andamento del gruppo. Da ricordare, che la società capitanata da Pier Francesco Guarguaglini, attraverso la sua controllata Alenia Aeronautica, è coinvolta nel programma dell’azienda aerospaziale europea con una quota del 4% circa. Flessione dell’1,41% per Fiat, che in giornata ha reso noto di avere ceduto a Bsi sa, società del gruppo Generali, la totalità del capitale della Banca Unione di Credito di Lugano, al prezzo di circa 260 milioni di euro.