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Ferrari presenta il piano industriale e rivede al ribasso il target Ebitda 2022

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Alla fine la revisione, seppur leggera, c’è stata. Oggi il Capital Markets day, il giorno tanto atteso in cui il nuovo AD Loius Camilleri ha presentato il nuovo piano industriale di Ferrari, il primo dell’era post Marchionne. Gli occhi degli investitori erano tutti puntati sul target di Ebitda 2022: resterà a quota due miliardi di euro come indicato in precedenza da Marchionne o cambierà considerando i dubbi espressi dal nuovo ceo Camilleri a margine della presentazione dei conti semestrali quando aveva definito gli obiettivi ambiziosi (“aspirational”)? Questa la domanda principale e oggi è arrivata la risposta.

Target Ebitda 2022 rivisto al ribasso

Ferrari ha così previsto al 2022 un ebitda adjusted tra 1,8 e 2 miliardi di euro, limando leggermente la precedente stima ferma a 2 miliardi di euro. I ricavi netti saranno inferiori a 5 miliardi di euro, continua Maranello, mentre l’ebiut adjusted è superiore a 1,2 miliardi e l’eps diluito adjusted di 4,7 euro con un free cash flow tra 1,10 e 1,25 miliardi di euro. Ad indicarlo il direttore finanziario di Ferrari, Antonio Picca Piccon. Dati quindi inferiori a quanto anticipato dall’ex AD Sergio Marchionne che a Piazza Affari hanno fatto perdere al titolo Ferrari inizialmente tra uno e due punti percentuali e al momento della scrittura viaggia su +0,75%. Il Cavallino Rampante prevede poi dividendi in crescita al 30% dei profitti nel 2022 (a fronte del 25% attuale) e prevede un buy back di 1,5 miliardi nei prossimi 4 anni. Migliorati i target 2018 con gli investimenti che salgono da 550 a circa 650 milioni, mentre il debito industriale netto scende da 400 a 350 milioni.

Il piano di Ferrari al 2022 si basa su una previsione prudenziale” ha detto il ceo di Ferrari, Louis Camilleri che ha presentato anche ben 15 nuovi modelli che andranno ad arricchire la squadra di Maranello con il modello di punta Purosangue che, ha precisato il CEO, non sarà un SUV.

Nessuna indicazione sui volumi di vendita futuri

Nessuna indicazione però sui volumi di vendita dei prossimi anni. La Rossa ha confermato che a fine 2018 saranno consegnate più di 9mila vetture non dando ulteriori dettagli sullo sviluppo dei volumi. “Sui volumi non parlo, abbiamo dato privilegio ai ricavi”, ha affermato l’amministratore delegato di Ferrari, Louis Camilleri, incalzato dalle domande degli analisti durante il Capital Market Day. Nel piano al 2022 si indica una stima di ricavi netti sotto i 5 miliardi di euro, con un risultato intermedio di oltre 3,8 miliardi nel 2020, dopo che il 2017 si è chiuso con 3,4 miliardi di euro di ricavi e per il 2018 l’attesa è di superare questa soglia. In precedenza Sergio Marchionne aveva indicato che l’obiettivo di Ferrari era quello di andare oltre la fatidica soglia delle 10mila consegne l’anno ma senza superare mai comunque le 14mila unità. Nele – il primo della nuova era Camilleri – il presidente John Elkann ha espresso parole di apprezzamento nei confronti del nuovo AD. “Il nostro ceo Louis Camilleri comprende lo spirito Ferrari meglio di chiunque altro. È una fortuna averlo come ceo perché in sé coniuga una carriera di spicco a capo di alcune delle società quotate in borsa di maggior successo al mondo insieme a un’approfondita conoscenza e una vera passione per Ferrari”.