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Ferrari: Ipo al via con valutazione sotto i 10 mld, ecco come cambierà l’azionariato

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La Rossa prepara l’approdo a Wall Street con una valorizzazione massima inferiore ai 10 miliardi di euro indicati più volte come obiettivo minimo da Marchionne. Venerdì è stata presentata la documentazione finale alla SEC statunitense con l’intervallo di prezzo e l’ammontare delle azioni che andranno sul mercato. 
 
Forchetta di prezzo tra 48 e 52 dollari 
Il prezzo dell’offerta pubblica iniziale è previsto sia tra 48 e 52 dollari per azione. Le azioni saranno negoziate sotto il simbolo “RACE”. Ferrari ha fatto richiesta di quotazione delle proprie azioni ordinarie presso il New York Stock Exchange (NYSE). In termini di valutazione complessiva il prezzo massimo di vendita corrisponde a un valore di 9,8 miliardi di dollari (8,65 miliardi di euro).
Sergio Marchionne, a.d. del gruppo FCA e anche presidente di Ferrari, aveva più volte ribadito di attendersi che la società di Maranello venga valutata non meno di 10 miliardi poiché il Cavallino Rampante dovrebbe essere valutato come un produttore di beni di lusso, come ad esempio Prada e Hermès, e non come un produttore di auto. 
Dal documento di quotazione depositato alla Sec emerge che il nuovo consiglio sarà composto dal presidente Sergio Marchionne, dall’amministratore delegato Amedeo Felisa, dal vicepresidente Piero Ferrari e dai consiglieri Louis C. Camilleri, Eddy Cue, Giuseppina Capaldo, Sergio Duca ed Elena Zambon.
 
Con Ipo quota Fca scenderà all’80%
FCA, che attualmente detiene il 90% del capitale di Ferrari, ha annunciato che andranno sul mercato 17.175.000 azioni ordinarie di Ferrari, pari a circa il 9% delle azioni ordinarie di Ferrari in base al registration statement Form F-1 depositato presso la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC). FCA prevede di riservare alle banche collocatrici un’opzione per l’acquisto da FCA di ulteriori massime 1.717.150 azioni ordinarie, pari a circa l’1% delle azioni ordinarie di Ferrari. 
A inizio 2016 distribuzione azioni Ferrari ai soci FCA, Exor avrà il 24%
Successivamente alla IPO, FCA deterrà l’80% di Ferrari (se le banche collocatrici eserciteranno per intero l’opzione di acquisto di azioni addizionali). “Ferrari non vende alcuna azione e non riceverà alcun ricavo dalla vendita delle azioni ordinarie da parte di FCA. Questa offerta fa parte in una serie di operazioni volte a separare Ferrari da FCA. A seguito del completamento dell’offerta, FCA prevede di distribuire la sua restante partecipazione dell’80% in Ferrari ai propri azionisti all’inizio del 2016”, rimarca la nota odierna di FCA. 
L’operazione porterà Exor, la holding della famiglia Agnelli, a detenere il 24% del capitale di Ferrari, Piero Ferrari (figlio del fondatore Enzo) il 10% e il restante 66% sul mercato. Il meccanismo dei diritti di voto plurimi previsto dalla legge olandese permetterà comunque a Exor di controllare oltre il 30% dei diritti di voto.