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Fenomeno social network: mutano le abitudini degli italiani nella ricerca del posto di lavoro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il fenomeno dei social network, le rete sociali, si arricchisce di un nuovo attore. Dopo il successo planetario di Facebook, Twitter & Co. anche Google ha deciso di muovere i primi passi  in questo mondo. Lo ha fatto lanciando un progetto tutto nuovo, battezzato “Google+”. Così facendo il re dei motori di ricerca cercherà di recuperare il tempo perduto. La sua è una sfida impegnativa, visto che la creatura di Mark Zuckerberg e quella dei “tweet” si sono ritagliati negli ultimi anni una posizione di primo piano.


Ma come funziona Google+? “Innanzi tutto si parte con un fase di test, detta field trial, a cui si può accedere solo su invito “, spiegano dal blog di Google. Una fase cruciale che permetterà di raccogliere degli spunti per migliorare questo nuovo strumento e per lanciarlo ufficialmente. Sulla tempistica è ancora tutto in divenire. Cerchie, spunti, videoritrovi e accesso mobile. Queste le parole chiave che sintetizzano il  progetto. “Vogliamo portare nel software le sfumature e la ricchezza delle interazioni che sono proprie della vita reale. Vogliamo fare di Google un posto migliore includendo voi, le vostre relazioni e i vostri interessi. Da questa necessità nasce il progetto Google+”, si legge dalle pagine del blog.  In questa fase di test la partecipazione è riservata a un numero limitato di utenti che poi amplieranno la loro “cerchia”, invitando persone provenienti da ambiti diversi, quali ad esempio il lavoro, la famiglia, gli amici. Interagendo con ognuno di loro in maniera differente.

Social network che stanno prendendo sempre più piede non solo nella vita personale, ma anche in quella lavorativa. Ma quanto contano nel mondo del lavoro in Italia? L’utilizzo social network sta modificando e condizionando le modalità con cui gli italiani cercano un posto di lavoro. Questa la risposta emersa dall’ultimo “Kelly global workforce index”, l’indagine annuale di Kelly Services che rileva, da un punto di vista generazionale, le opinioni in merito all’andamento del lavoro e delle relative posizioni professionali. Al sondaggio 2011, condotto tra l’ottobre del 2010 e il gennaio 2011, hanno partecipato circa 97 mila persone in 30 diversi Paesi, di cui oltre 5.500 nel Belpaese.


Sebbene il metodo più usato per trovare lavoro rimanga la candidatura spontanea (secondo il 29% degli intervistati), seguito a stretto ruota dal “passaparola” (circa il 25%) dall’indagine emerge che un lavoratore su tre (33%) utilizza i social network per cercare nuove opportunità.
Quasi il 30% delle persone di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, per migliorare la propria posizione lavorativa, hanno deciso di essere presenti attivamente sui principali social network con un profilo ben definito. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il 24% degli intervistati tra i 30 e i 47 anni e il 22% dei baby boomers (tra i 48 e i 65 anni). E i numeri parlano chiaro: Linkedin, con circa 1,7 milioni di iscritti in Italia, è il sito più utilizzato per la ricerca del posto di lavoro. Lungo lo Stivale, è la Lombardia la regione in cui si registra una maggiore ricerca di posti di lavoro online: circa il 35% degli intervistati utilizza i social network per cercare un impiego. Tra i più attivi anche i siciliani (34%), seguiti dai veneti, campani, laziali, e i piemontesi (32%).

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