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Federauto: mercato auto italiano arranca, ma primi segnali positivi da politica

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I dati diffusi oggi dall’ACEA sull’andamento delle immatricolazioni di nuove autovetture in Europa confermano un panorama negativo l’Italia. Nel commentare i dati odierni Federauto sottolinea come l’Italia, fra i grandi mercati europei, è uno di quelli che soffre di più. “L’economia reale, di cui il mercato degli autoveicoli è la principale cartina di tornasole, non mente: l’Italia arranca e non si intravede una via d’uscita a breve termine”, commenta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i brand commercializzati in Italia. Pavan Bernacchi rimarca come i contatti con il Governo sono in corso “ma attendiamo un gesto concreto di attenzione. Servono dei provvedimenti tangibili come si è fatto per l’edilizia, la nautica, gli elettrodomestici. In questo senso accogliamo positivamente le dichiarazioni rilasciate a Missione Mobilità dal Vice Ministro dell’Economia, Luigi Casero, e dal presidente della Commissione Finanze alla Camera, Daniele Capezzone, in favore di interventi per la soppressione della tassa sulle auto di lusso e per la diminuzione della pressione fiscale sugli automobilisti”.
“Il mondo politico sembra stia facendo del proprio meglio – aggiunge Cesare De Lorenzi, vicepresidente di Federauto – ma il Paese ha bisogno di risposte immediate che facciano ripartire i consumi interni, che rilancino le aziende, le uniche che possono dare lavoro, occupazione, dignità ai lavoratori”. La filiera dell’automotive in Italia occupa 1.200.000 addetti fatturando l’11,4% del Pil e partecipa al gettito fiscale complessivo per il 16,6%.