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Federal Reserve, l’agenda politica di Trump potrebbe favorire un rialzo dei tassi già a marzo

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Il prossimo rialzo dei tassi da parte della banca centrale americana potrebbe arrivare prima di quanto si pensa. E’ questa la conclusione degli analisti dopo la diffusione, ieri sera, delle minute dell’ultima riunione del Fomc.

Uno degli elementi maggiormente stressati è legato alla politica economica prospettata dal neo presidente Usa, Donald Trump. Sarebbe infatti proprio questo cambio di rotta a richiedere un’accelerazione del processo di normalizzazione dei tassi negli Usa.

Il braccio operativo della Federal Reserve, in particolare, ha discusso in maniera approfondita delle conseguenze che avranno, a livello economico e di economia reale, l’imponente taglio delle tasse, la maggiore deregolamentazione e l’incremento significativo della spesa pubblica, almeno così come prospettati dall’amministrazione Trump.

Sebbene il nome del Presidente non sia mai stato citato in maniera esplicita nelle minute, l’impressione è che l’agenda di Trump sia stato l’elemento maggiormente discusso nella riunione dello scorso 31 gennaio.

Gran parte dei membri ha espresso l’opinione che potrebbe essere appropriato ritoccare al rialzo i tassi sui fed funds “velocemente” se i dati macroeconomici relativi al mercato del lavoro e all’inflazione si dovessero confermare in linea o su livelli supreiori alle aspettative.

I Treasury statunitensi, intanto, non si sono mossi in maniera significativa dopo la diffusione delle minute della banca centrale americana. Anche questa mattina il future quota un rendimento prossimo al 2,405%, in lieve flessione rispetto ai massimi registrati settimana scorsa quando il rendimento aveva sfiorato il 2,50%. Niente di preoccupante, quindi, anche se il rialzo dei tassi a marzo a detta di molti potrebbe essere già scontato dagli attuali prezzi di mercato.