Federacciai: colpire l'Ilva di Taranto mette a rischio l'industria italiana, il Governo garantisca stabilità

Inviato da Floriana Liuni il Ven, 27/07/2012 - 15:09
Si fa critica la situazione all'Ilva di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d'Europa che rischia la chiusura per la violazione delle norme sulla tutela dell'ambiente. Da giorni gli operai che rischiano di restare senza lavoro manifestano per le vie cittadine, e otto arresti sono già stati operati, tra cui Emilio e Nicola Riva, a guida della società nel periodo in cui si sarebbero manifestate le illegalità.
"L'Ilva di Taranto è un patrimonio del Paese, rappresenta uno dei migliori esempi di quanto l'Italia sia stata capace di fare per essere un moderno e importante Paese industriale", si legge nella nota diffusa oggi da Federacciai, che si appella al Governo per una soluzione della vicenda che non metta a rischio una fetta importante dell'industria italiana. "Colpire Taranto significa colpire duramente questa filiera, con conseguenze economiche e sociali drammatiche...Se un impianto in regola con le norme ecologiche...può essere chiuso dal provvedimento di un magistrato sulla base di opinabili correlazioni tra esistenza dell'impianto industriale e salute all'intorno, non vi è più alcuna certezza del diritto e della possibilità di svolgere il proprio lavoro in situazione di normale serenità".
"Chiediamo al Governo italiano e in particolare ai ministri Clini e Passera di compiere ogni passo possibile per garantire la continuità e stabilità dello stabilimento di Taranto e per procedere tenacemente sul sentiero del dialogo e della cooperazione fra le parti fino a ora perseguito", è la richiesta di Federacciai, che esprime solidarietà ad Emilio e Nicola Riva.
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