FED: via libera al tapering ma tassi fermi ancora a lungo

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Negli Usa è alla fine arrivata la decisione sull’inizio del
tapering per complessivi 10 miliardi di dollari Usa a partire da gennaio, suddivisi in modo
paritario tra Treasury e titoli con sottostanti i mutui. La decisione è stata
giustificata con un miglioramento dello scenario, certificato anche dall’aggiornamento
delle stime della Fed, che hanno fornito un quadro complessivamente
migliorativo per il 2014.

Il comunicato ha però tenuto a rassicurare che il
tasso di riferimento sarà mantenuto invariato anche quando il tasso di
disoccupazione sarà “ben al di sotto” del livello del 6,5%, “soprattutto se
l’inflazione attesa continuerà a permanere al di sotto dell’obiettivo di lungo
termine del 2%”.

Bernanke ha poi enfatizzato questo aspetto nella conferenza
stampa, notando come, malgrado l’attesa sia di raggiungimento del target del
6,5% già a fine 2014, la stragrande maggioranza dei membri Fed attende il primo
rialzo non prima del 2015. Lo stesso Bernanke ha dichiarato che saranno
possibili ulteriori riduzioni del piano di acquisti, in base all’evoluzione
dello scenario.

In ogni caso ha aggiunto che l’attesa è che il processo di
riduzione vada avanti per buona parte del 2014. La reazione sul mercato
obbligazionario si è concretizzata in un rapidissimo tentativo del tasso
decennale di affacciarsi sopra il 2,90% per poi chiudere poco al di sotto. I
commenti di diversi analisti si sono infatti concentrati soprattutto sulla
parte del comunicato/dichiarazioni inerenti alle prospettive future sul tasso
di riferimento per il quale Bernanke ha cercato di rassicurare che rimarrà
sostanzialmente “lower for longer”.