La Fed vede rallentamento dell'economia Usa, l'euro vola al record contro dollaro

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 21/11/2007 - 08:18

La Federal Reserve americana ha tagliato di circa di mezzo punto percentuale le stime sulla crescita degli Stati Uniti per il 2008. La causa, la previsione di effetti prolungati della crisi dei mutui sul mercato immobiliare e sul credito. In scia alle esternazioni della Fed sono così salite le attese di un nuovo taglio dei tassi d'interesse per il prossimo meeting di dicembre. E proprio la previsione di un nuovo allargamento del differenziale dei tassi d'interesse tra le due sponde dell'Atlantico ha spinto verso il basso il dollaro. Il biglietto verde è così sceso a un nuovo minimo storico nei confronti dell'euro, con il cross tra le due valute che ha toccato quota 1,4853.

 

Le previsioni di crescita per il 2007 della banca centrale americana sono state fissate tra il 2,4 e il 2,5%. Ma è sul 2008 che la scure della Fed ha agito con forza inaspettata. L'espansione dovrebbe infatti scendere tra l'1,8 e il 2,5%, contro precedenti stime per un incremento compreso tra il 2,5 e il 2,75%. L'annuncio è stato dato ieri poco dopo le 20.00 contestualmente alla diffusione dei verbali della riunione di politica economica dello scorso ottobre. Si è trattato del primo outlook triennale sull'economia rilasciato dalla banca centrale.

 

La Fed ha definito i mercati "ancora fragili" ed esposti a una serie di shock "che erodano la fiducia degli investitori e aumentino i pericoli per l'economia", riferendosi in particolare a "un deterioramento della qualità del credito".  

 

La revisione delle stime non ha comunque coinvolto il mercato del lavoro, per il quale la Fed si attende solo leggeri aumenti della disoccupazione, mentre la dinamica dei prezzi nel 2008 è prevista mostrare una crescita tra l'1,8 e il 2,1%.

 

Wall Street si è mostrata impermeabile alle nuove e peggiorative stime della Fed, chiudendo, grazie a un recupero nel finale, con gli indici in territorio positivo. Il Dow Jones ha riagguantato quota 13mila, con un rialzo dello 0,40% a 13010 punti, lo S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,45% a 1439 punti e il Nasdaq ha segnato un +0,13% a 2596 punti.

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