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Fed: toni aggressivi e l’euro/dollaro apre un fronte ribassista. Oggi il test Pil Usa

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 La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, come da attese. Nel comunicato ufficiale ha lasciato aperta la porta per un rialzo a dicembre nonostante gli ultimi incerti segnali economici. L’euro/dollaro è arretrato sui livelli della prima settimana di agosto e oggi il test del Pil Usa.

Solo con l’utilizzo di una bilancia di precisione gli analisti sono riusciti a sintetizzare, ieri sera, il significato della riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Immutati i tassi di interesse, il comunicato ufficiale ha visto prevalere i toni aggressivi, almeno a giudicare dal movimento dell’euro/dollaro. La valuta unica è arretrata di oltre un punto percentuale tornando in area 1,09, livelli di inizio agosto. “Di sicuro – scrive in un commento Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets – la decisione di mantenere invariati i tassi non è stata una sorpresa ma il comunicato sì. In particolare alla luce dei recenti commenti accomodanti di alcuni membri del Fomc e del rallentamento registrato da alcuni recenti dati economici. Inoltre solo sei settimana fa la Fed appariva più accomodante e preoccupata dagli eventi esterni all’economia americana. Da allora non si può certo dire che i dati siano migliorati”. 

Dallo statement di accompagnamento alla decisione è stato rimosso il riferimento al freno economico determinato dallo scenario internazionale mentre “il Comitato di politica monetaria afferma di vedere solidi miglioramenti nella spesa delle famiglie e negli investimenti. Il che porta a domandarsi che dati stiano guardando. Il Fomc sta ignorando le evidenze di un possibile rallentamento dell’economia americana. Dà l’impressione di non avere alcun elemento in più rispetto al resto del mercato per giudicare la reale situazione economica del Paese”. 

Una Federal Reserve che procede a tentoni non fa altro che aggiungere incertezza e volatilità a mercati già nervosi. Oggi un test importante sarà la stima advanced sul Pil Usa nel terzo trimestre. “L’aspettativa è per un netto rallentamento all’1,6% contro il +3,9% visto nel secondo trimestre. Ancora più importante sarà la misura del Pce core, importante misura dell’inflazione, che dovrebbe segnare +1,4% da +1,8% del trimestre precedente.     

Il grafico dell’euro/dollaro mostra il brusco movimento della serata di ieri, con la caduta dei supporti di area 1,1080 e della linea di tendenza rialzista tracciabile dai minimi di marzo e aprile. “L’euro ha fallito il ritorno sopra 1,11 – commenta Hewson – ed è sceso con decisione aprendo alla possilità di un ritorno sui minimi di maggio e luglio a 1,0820. Per stabilizzare lo scenario ribassista generatosi è necessario ora un recupero di area 1,1115”.