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La Fed taglia le stime di crescita Usa per il 2010, oggi il Senato vota riforma Wall Street

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La Federal Reserve ha tagliato le stime di crescita dell’economia americana per il 2010. Secondo l’istituto guidato da Ben Bernanke, il Pil Usa dovrebbe crescere quest’anno tra il 3,3% a il 3,5% contro la precedente forchetta 3,2-3,7%. Abbassate anche le stime per il prossimo anno, portate da 3,4-4,5% al range 3,5-4,2%. La Fed non esclude quindi nuove misure di stimolo all’economia, visto che resta pessimista sulla disoccupazione, prevista all’8,3-8,7% alla fine del 2011.


La mossa della Banca centrale americana riflette soprattutto il pessimismo sul mercato del lavoro. Per il 2012 il tasso di disoccupazione dovrebbe infatti salire al 7,1-7,5% contro la precedente forchetta di 6,6-7,5%. Dalle minute del Fomc, il braccio monetario della Fed, si legge che “un piccolo numero di partecipanti alla riunione del 22-23 giugno ha citato un rischio di deflazione per l’economia statunitense”.

La cautela della Federal Reserve ha raffreddato un po’ gli entusiasmi sulle piazze finanziarie del Vecchio Continente. Nei primi scambi di giornata Francoforte cede lo 0,24% a 6.195,01 punti, Parigi lo 0,37% a quota 3.619,39, Madrid lo 0,47% a 10.230 punti. A Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,73% a 20.648 punti. Oggi dagli Stati Uniti arriveranno una sfilza di dati macroeconomici: nuove richieste di sussidi di disoccupazione, manifattura dello Stato di New York, produzione industriale e Philadelphia Fed. Inoltre Jp Morgan darà il via alle trimestrali dei grandi gruppi bancari a stelle e strisce.


Ma oggi l’attenzione è rivolta soprattutto al Senato, che dovrebbe votare la riforma della finanza fortemente voluta dal presidente Barack Obama. Dopo l’ok della Camera, l’approvazione al Senato porterebbe il testo della legge direttamente sulla scrivania di Obama. Non dovrebbero esserci colpi di scena visto che nei giorni scorsi i democratici sono riusciti ad ottenere l’appoggio di tre senatori repubblicani.