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La Fed si mantiene dovish, il biglietto verde indietreggia

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Reazione ribassista del dollaro statunitense ai responsi arrivati ieri dalla Federal Reserve. Ieri la banca centrale Usa ha proseguito nel tapering tagliando di ulteriori 10 miliardi di dollari il proprio piano di acquisti di asset mensili, rivedendo però al ribasso le stime di crescita economica per il 2014.
Il cross euro/dollaro si è riportato di slancio sopra quota 1,36 (top intraday a 1,3644) dopo essersi già apprezzato dello 0,4 per cento alla vigilia. “Se non vi saranno delusioni eclatanti, lo scenario di fondo per il dollaro rimane positivo e in via di consolidamento – rimarca l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo . Nel brevissimo termine l’approccio prudente della Fed può essere moderatamente penalizzante per il biglietto verde, ma si tratta ancora di una fase temporanea”.

A catalizzare le attenzioni del mercato le indicazioni sulla tempistica di rialzo dei tassi. Il presidente della Fed, Janet Yellen, ha rimarcato che i tassi rimarranno bassi per un considerevole periodo di tempo dopo la conclusione dei piano di acquisto asset. La Fed stima tassi all’1,13% a fine 2015 e al 2,5% l’anno successivo, lievemente superiori alle precedenti stime. Le stime a lungo termine sui tassi sono state invece limate a 3,75% da 4% alla luce delle più basse aspettative di crescita economica.
“Sebbene il primo rialzo dei tassi appaia attualmente come una prospettiva remota, il ciclo potrebbe non essere così graduale come attualmente atteso”, commentano oggi Il team Macro di Exane BNP Paribas.

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