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Fed pronta a secondo rialzo tassi del 2017. L’outlook di Goldman Sachs

Due sono i principali interrogativi che secondo la banca d’affari Usa gli investitori dovrebbero porsi nel giorno X della Federal Reserve.

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Focus dei mercati sull’imminente annuncio della Fed, che si prepara ad alzare i tassi sui fed funds per la seconda volta nel 2017. Dopo la stretta di marzo, la banca centrale Usa dovrebbe infatti fare il bis nella giornata di oggi.

L’annuncio è atteso per le 14 ora di New York (le 20 in Italia).  In calendario alle 14.30 la conferenza stampa di Janet Yellen, numero uno della Federal Reserve.

Economisti: ecco cosa farà la Fed oggi

Gli economisti interpellati da Reuters prevedono che la Fed alzerà i tassi di riferimento dello 0,25%, portandoli nel range compreso tra l’1% e l’1,25%. L’attenzione degli investitori sarà rivolta anche ai dettagli sul piano, precedentemente annunciato, con cui la Fed intende ridurre il massiccio portafoglio di Treasuries e di altri asset, del valore di $4,5 trilioni ($4.500 miliardi), che ingolfa il suo bilancio, dopo i ripetuti programmi di Quantitative easing lanciati durante gli anni della crisi finanziaria.

Fed, occhio al dato market mover. Le domande di Goldman

Tuttavia il dilemma, per la Fed, rimane: il trend dell’inflazione continua a rivelarsi deludente rispetto agli obiettivi della banca (pari a un tasso del 2%) al punto che, secondo Charlie McElliggott di RBC, l’appuntamento più importante di oggi per l’economia Usa e per la direzione dei mercati finanziari, non sarà tanto l’annuncio sui tassi quanto, molte ore prima, la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo.

Ed è su questo che focalizza la sua attenzione anche Goldman Sachs, che mette in evidenza due interrogativi a cui si spera che Yellen & Co diano qualche risposta.

“In primo luogo, i funzionari della Fed modificheranno la loro view di politica monetaria, in risposta ai continui segnali che indicano come non sia alla fine così urgente procedere con ulteriori strette monetarie? Seconda cosa, la conferenza stampa riuscirà a fornire qualche chiarezza su quella che sarà la prossima mossa dopo il rialzo dei tassi” di oggi? (ovvero, se la prossima volta la Fed si concentrerà sull’obiettivo di ridurre il proprio portafoglio di Treasuries e altri asset, o se invece procederà alla terza stretta monetaria di quest’anno?)”.

Fed e stime Pil, inflazione: outlook Goldman Sachs

Goldman Sachs ritiene che, in occasione dell’aggiornamento trimestrale del Summary Economic Projections (SEP) che sarà reso noto oggi, la Fed comunicherà di aver rivisto al ribasso le previsioni sul trend della componente core dell’inflazione PCE all’1,8% per il 2017 e probabilmente all’1,9% per il 2019., rispettivamente dall’1,9% e dal 2% delle stime di marzo.

Non solo: sul Pil la banca d’affari Usa stima una revisione al ribasso al 2% dal +2,1% atteso nelle stime rese note a marzo, mentre le attese sulla crescita del 2018 e del 2019 dovrebbero essere confermate.

Un downgrade dovrebbe interessare anche il tasso di disoccupazione: secondo Goldman Sachs la Fed rivedrà infatti il dato dal 4,5% delle stime di marzo al 4,3% per il 2017, e dal 4,5% al 4,2% per il 2018. In un’ottica di più lungo periodo, Goldman stima un ulteriore downgrade dal 4,7% al 4,6%.

Detto questo, secondo Goldman Sachs il Fomc confermerà di prevedere comunque un totale di tre strette monetarie nel corso del 2017.